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L’ascesa logistica dell’Italia: tra intermodalità e sostenibilità

1 Marzo 2024

L’Italia mira a diventare un fulcro indispensabile nella catena di approvvigionamento globale, puntando sull’intermodalità come leva di competitività.
In un contesto dove la posizione geografica del Paese offre vantaggi unici, l’obiettivo richiede un impegno costante verso l’ottimizzazione delle infrastrutture.
Il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è fondamentale in questo senso, promuovendo la modernizzazione della rete ferroviaria e sostenendo gli obiettivi di decarbonizzazione.
Il Parlamento italiano sta finalizzando l’approvazione di una legge quadro dedicata agli interporti, riconoscendoli come infrastrutture chiave per lo sviluppo nazionale.
Questa iniziativa mira a rafforzare i 24 interporti del Paese, essenziali per consolidare il ruolo dell’Italia come hub logistico europeo.
La direzione è chiara: una supply chain ottimizzata che beneficia sia della posizione strategica sia di un quadro legislativo innovativo.

Confronto internazionale e collaborazione: sfide e opportunità

L’Italia si confronta con realtà logistiche avanzate come Barcellona e Valencia, che grazie a investimenti significativi nelle infrastrutture ferroviarie portuali, si pongono come modelli di efficienza.
Tuttavia, la sfida italiana è anche quella di superare le limitazioni dovute all’urbanizzazione intensiva, attraverso la collaborazione tra Stato, autorità portuali e grandi attori della logistica.
L’integrazione tra mare, gomma e ferro, sottolineata dall’amministratore delegato di Mercitalia, Sabrina de Filippis, è cruciale per incrementare la quota di merci trasportate su rotaia, attualmente al di sotto della media europea.
Nonostante le tensioni geopolitiche e i rallentamenti nei traffici alpini, l’Italia non rinuncia alla sua ambizione logistica.
La legge quadro sugli interporti rappresenta un passo avanti decisivo per il supporto e l’efficienza dei flussi logistici.
Questo approccio non solo rafforzerà la posizione dell’Italia nel contesto europeo ma contribuirà anche a una gestione più sostenibile e a basso impatto ambientale della logistica, evidenziando l’importanza del “ferro” e dell’attenzione all’ultimo miglio.

L’Italia si candida quindi a diventare un punto di riferimento per la logistica europea, puntando su un modello di crescita che integra competitività e sostenibilità ambientale.
Un’ambizione che, se realizzata, potrà rafforzare la catena del valore a livello continentale, dimostrando come anche nell’era della globalizzazione, la strategicità geografica e l’innovazione infrastrutturale possano fare la differenza.

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