Perché il cliente, oltre ad essere impaziente, è anche sempre più esigente




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Consumatori sempre più impazienti: alla logistica il compito di accontentarli

13 Marzo 2018

Un tempo la pazienza era considerata una virtù.
Nell’epoca degli e-commerce, però, questo aspetto è andato sempre più scomparendo.
È l’effetto Amazon: i consumatori sono ormai abituati a spedizioni velocissime, con prodotti acquistati in rete che, in una manciata di ore, passano dalle scaffalature industriali dei colossi del commercio online alle loro case.

Non bisogna certo stupirsi che, stando ad un’indagine di Statista, le spedizioni siano il secondo più comune motivo di scontentezza tra gli utenti degli e-commerce; stando ai risultati di un’altra indagine del medesimo centro, i ritardi nelle spedizioni ed i pacchi persi sono i due principali motivi di delusione.
Non i prezzi, non l’esperienza di acquisto online, non la qualità del prodotto: a colpire gli utenti sono gli aspetti riguardanti la logistica.

Del resto tutti gli attori interni alla supply chain possono essere responsabili di un eventuale ritardo nella spedizione.
Un errore a livello dell’inventario, una scorretta dislocazione dei prodotti sugli scaffali del magazzino, un contrattempo del corriere durante l’effettiva consegna: i motivi che possono portare ad un ritardo nella spedizione di un prodotto sono moltissimi.

In un mondo in cui esistono gli Amazon Dash Button e l’assistente Alexa, però, ci sono utenti che si stanno abituando a ricevere gli ordini richiesti a pranzo prima di sera, oppure, in certi casi particolari, in una sola ora.
Non ci si può certo stupire, dunque, che la categoria dei ‘clienti impazienti’ sia destinata a diventare sempre più popolosa.

Per rispondere in modo efficace a questi nuovi bisogni il settore della logistica sta affrontando un’ evoluzione strategica e digitale verso il Magazzino 4.0, ma in certi casi neppure la ‘robotizzazione’ potrà essere sufficiente: per offrire sempre il meglio, gli operatori specializzati in trasporti e logistica devono sommare all’innovazione tecnologica anche una flessibilità e, sì, anche una ‘creatività’ finora sconosciute ai più.

Lo sanno bene le più moderne aziende specializzate nella logistica e nei trasporti che, per consegnare i propri ordini, utilizzano i più particolari mezzi di trasporto, dalle biciclette dei corrieri urbani fino al gatto delle nevi per le consegne luxury nelle botteghe dislocate sulle piste da sci, passando per i voli charter utilizzati nel consegnare l’arredamento firmato all’estero.
Per non parlare, poi, delle consegne di borse e calzature firmate effettuate sotto scorta armata.

Non si può dunque negare che il futuro della logistica sia tracciato dall’evoluzione interna di Amazon, che ormai, anche in molti Paesi europei – in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito secondo ComoScore – è il primo retailer per quanto riguarda non solo l’abbigliamento e l’elettronica, ma anche articoli da toilette e bevande.
La velocità delle spedizioni e la sempre più alta gamma di prodotti offerti rende infatti quasi impossibile, per gli altri attori del mondo della logistica, competere con Amazon sul medesimo campo.

Proprio per questo motivo sono sempre di più i centri europei che, anziché limitarsi al mero smistamento dei pacchi, offrono ai propri utenti e alle proprie aziende clienti dei servizi paralleli e integrati, proponendosi come referenti unici non solo per la spedizione, ma anche per lo stoccaggio, per la preparazione dei prodotti, per la gestione dei resi e per i servizi post-vendita.
Perché il cliente, oltre ad essere impaziente, è anche sempre più esigente.





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