Packaging differenziabile: è boom di richieste per l’etichetta ambientale digitale

21 ottobre 2021
(Comunicato stampa)

Il packaging differenziabile è al centro dell’innovazione ideata dalla società Giunko Srl, che ha ideato la prima etichetta ambientale digitale (EAD), l’unica in grado di offrire le indicazioni di smaltimento geolocalizzate per ogni Comune italiano, premiata tra le “best ideas” di CONAI.

Dal 1° gennaio 2022 entrerà in vigore l’obbligo, introdotto dal D.Lgs. n. 116/2020, di inserire sui packaging tutte le informazioni per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi.
Produttori, distributori e importatori di tutti i settori merceologici sono in fermento.

Ma nel frattempo una novità è intervenuta per chiarire i dubbi di molti operatori e offrire un’alternativa più economica ed efficiente al rifacimento dell’etichetta cartacea.
In una nota di maggio il MITE ha infatti pienamente riconosciuto la possibilità di ricorso al digitale, aprendo la strada all’etichetta ambientale digitale.
La prima soluzione innovativa in questo campo, premiata tra le “best ideas” di CONAI, era stata presentata qualche mese prima dalla società Giunko srl, nota per aver lanciato la più diffusa applicazione nazionale per la raccolta differenziata, Junker app.

Tutte le info sul codice a barre


L’etichetta ambientale digitale (EAD) di Giunko permette agli operatori di adeguarsi immediatamente alla normativa, perché sfrutta un elemento già presente sulle etichette tradizionali - il codice a barre - per dare la più elevata e completa estensione digitale alle informazioni di smaltimento e di sostenibilità stampate su-gli imballaggi.

Tutto ciò è possibile attraverso la piattaforma dell’app Junker, che da oltre 5 anni rappresenta il principale riferimento nazionale in materia di raccolta differenziata.

Grazie all’integrazione con Junker, EAD consente di andare ben oltre i requisiti di legge, fornendo le indicazioni di smaltimento validate e geolocalizzate per ogni Comune italiano.
Questa funzionalità, impossibile per un’etichetta cartacea, utilizza il GSM degli smartphone, permettendo di geolocalizzare il device da cui proviene la richiesta.

Agli operatori che scelgono EAD non resta dunque che inserire sul proprio packaging una breve frase, che inviti a scaricare gratuitamente Junker e usarla per leggere il codice a barre del prodotto.
Con un semplice blip, i consumatori saranno a quel punto in grado di visualizzare su smartphone, in tempo reale, l’etichetta ambientale digitale dell’imballaggio che hanno tra le mani.
Su richiesta, il servizio può essere erogato anche tramite QRcode e all'interno del sito web del produttore.

Una delle prime EAD della società Giunko, realizzata per l’azienda Verolene, è stata recentemente premiata da CONAI come una delle “best ideas” di etichettatura ambientale, perché, sfruttando un canale digitale già molto noto ai consumatori e di facile accesso come l’app Junker, è in grado di fornire informazioni dematerializzate, sempre aggiornate e corrette.

I vantaggi dell'etichetta digitale


“Questa soluzione - sottolinea Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Giunko srl - si sta rivelando particolarmente interessante soprattutto per i casi più complessi: imballaggi neutri, preincartati, multilingua, packaging di piccole dimensioni o già densi di informazioni, prodotti di importazione o destinati all’export”.

Il motivo è presto detto: il ricorso al digitale - totalmente sdoganato e, anzi, caldeggiato dalla UE, dal MITE e da CONAI - rappresenta una soluzione smart per cogliere a pieno la sfida lanciata dal legislatore e offre molti vantaggi in più di un’etichetta cartacea.
È facile da usare, non occupa spazio sul packaging, consente di geolocalizzare le informazioni di smaltimento, è aggiornabile istantaneamente, senza costi di ristampa, e disponibile in più lingue.

Non solo: essendo altamente implementabile e personalizzabile, l’etichetta ambientale digitale di Giunko consente ai produttori di inserire, in via opzionale, ulteriori contenuti informativi per valorizzare il proprio impegno aziendale sul fronte della sostenibilità.

“Naturalmente - conclude De Santis - è importante avere la certezza dei contenuti erogati: bisogna scegliere fonti informative specializzate e con esperienza. La raccolta differenziata è un argomento complesso. E, per di più, non esistono regole generali, perché le disposizioni variano da Comune a Comune. Le aziende devono tenere ben presente che, per offrire indicazioni di smaltimento attendibili e sempre aggiornate, è necessario affidarsi a operatori non improvvisati”.

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