Per anni i proprietari di pick-up hanno cercato di accaparrarsi benefici fiscali per autotrasportatori




Trasporti Nazionali e Internazionali

Immatricolazione autocarri: un caso a cui è stato messo ordine

22 Gennaio 2019

A volte si cercano scorciatoie, ma non sempre la si fa franca.
Il caso è quello di autovetture (come pick-up o fuoristrada) in passato immatricolate come autocarri per godere di benefici fiscali.

Parliamo nello specifico dei “bonus” sul bollo auto e sul premio assicurativo, nonché sull’IVA, nel cui caso le detrazioni per le immatricolazioni di un autocarro ammontano al 40%.

Il primo colpo ai “furbetti” delle immatricolazioni è arrivato nel 2006, quando il legislatore ha imposto parametri oggettivi per la classificazione – e quindi l’immatricolazione – degli autocarri.

Nel 2015 è toccato poi alla Corte di Cassazione a esprimersi, affermando che un pick-up o un fuoristrada non possono essere immatricolati come autocarri con i relativi benefici fiscali in quanto vengono a mancare i requisiti di competenza ed inerenza (insomma, devono essere usati per scopi aziendali).

Per chi non rispetta queste regole sulle immatricolazioni ecco scattare le sanzioni.

Chi ad esempio utilizza – senza aver ottenuto l’apposita autorizzazione – un autocarro per il trasporto di persone anziché merci incorre in una sanzione pecuniaria il cui ammontare va da 398 a 1.596 euro, nonché la sospensione della carta di circolazione per un periodo compreso tra uno e sei mesi; tale periodo passa da sei a dodici mesi in caso di recidiva.





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