Il Consiglio dei ministri ha approvato il 22 ottobre 2026 un decreto-legge con misure di sostegno all’autotrasporto, intervenendo sui costi del gasolio, sui contratti di trasporto e sugli impegni finanziari delle imprese. Il provvedimento arriva dopo le proteste degli autotrasportatori in diverse regioni italiane e l’accordo raggiunto il 20 ottobre tra Governo e rappresentanze del settore. Il pacchetto comprende cinque ambiti di intervento: credito d’imposta sul carburante, adeguamento dei corrispettivi di trasporto, sospensione dei leasing, responsabilità del committente e digitalizzazione dei documenti. Alcuni dettagli applicativi restano da confermare con la pubblicazione del testo definitivo.
Sul fronte dei carburanti, il provvedimento prevede 126,4 milioni di euro complessivi, considerando anche risorse già stanziate. Di questi, 66,4 milioni sono destinati alla copertura del credito d’imposta relativo agli acquisti di gasolio effettuati tra marzo e agosto 2026, mentre altri 60 milioni riguardano il periodo dal 1° settembre al 5 ottobre. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha inoltre annunciato la possibilità di utilizzare i crediti anche nei primi mesi del 2027, per agevolarne la compensazione da parte delle imprese.
Un’altra misura riguarda i finanziamenti dei veicoli industriali. Le imprese di autotrasporto merci per conto di terzi potranno beneficiare della sospensione dei canoni di leasing in scadenza tra il 1° novembre 2026 e il 31 marzo 2027. In base alle disposizioni anticipate, la moratoria dovrebbe interessare la quota capitale, lasciando invariato il pagamento degli interessi. I contratti verrebbero prorogati per un periodo corrispondente alla sospensione, senza possibilità di revoca da parte delle società finanziarie per effetto della moratoria.
L’intervento è rivolto alle imprese iscritte all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori e punta ad alleggerire temporaneamente gli impegni finanziari legati alla flotta.
Il decreto interviene anche sui rapporti economici tra vettori e committenti, con particolare attenzione ai contratti di trasporto non stipulati in forma scritta. La misura prevede l’introduzione di parametri per determinare l’incidenza del gasolio sul corrispettivo del trasporto, sulla base di riferimenti pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’obiettivo è rendere riconoscibili in fattura gli aumenti del costo del carburante, favorendo una ripartizione degli oneri tra imprese di trasporto e committenza. Restano da precisare le modalità di calcolo, la decorrenza delle nuove disposizioni e la loro eventuale applicazione ai rapporti contrattuali già esistenti.
Il provvedimento comprende inoltre disposizioni sulla distinzione tra contratti di autotrasporto e contratti di appalto, con interventi sul regime di responsabilità solidale del committente. Un ulteriore articolo riguarda la digitalizzazione delle informazioni relative al trasporto nazionale di merci su strada, con riferimento anche alla lettera di vettura elettronica. Le modalità operative e gli eventuali nuovi obblighi dovranno essere chiariti attraverso il testo definitivo e i successivi provvedimenti attuativi. Il decreto rappresenta una risposta alle richieste economiche e normative avanzate dal settore, ma l’effettiva portata delle misure, soprattutto per le imprese di minori dimensioni, dipenderà dai requisiti di accesso e dalle disposizioni applicative.
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