Dalla sperimentazione alla prima fase industriale. In Cina KargoBot ha completato ad agosto 2026 la consegna delle prime 100 unità basate sulla piattaforma KargoPlatform Gen 5.0, sviluppata specificamente per applicazioni di trasporto autonomo di livello 4.
La piattaforma è alla base della nuova generazione di robotruck dell’azienda, tra cui KargoBot Space 2.0, il mezzo pesante senza cabina presentato nell’aprile 2026 al Salone dell’Auto di Pechino. L’obiettivo del progetto è ripensare l’architettura del camion partendo direttamente dalle esigenze della guida autonoma, anziché adattare sistemi driverless a veicoli concepiti per un conducente.
Space 2.0 è stato sviluppato da KargoBot insieme a Shaanxi Heavy Duty Automobile. L’assenza della cabina di guida consente di destinare una quota maggiore delle dimensioni del veicolo al trasporto delle merci.
Per la versione destinata alla produzione, KargoBot indica un aumento dello spazio di carico compreso tra il 25% e il 35% e della capacità di carico utile tra il 10% e il 25%. La configurazione permette inoltre l’utilizzo di unità da 20 a 40 piedi ed è pensata per applicazioni che comprendono trasporto di carbone e acciaio, cold chain e corriere espresso.
La nuova KargoPlatform Gen 5.0 integra fin dalla progettazione le esigenze dei sistemi L4, con architetture ridondanti per funzioni come sterzo, frenata, alimentazione e comunicazione. Space 2.0 utilizza inoltre una soluzione lidar sviluppata da Hesai basata sui sensori ETX e FTX.
Il passaggio più recente riguarda la produzione. Il 19 agosto 2026 è stato annunciato il completamento della prima consegna di 100 robotruck e piattaforme per il trasporto autonomo realizzati sulla KargoPlatform Gen 5.0.
Le unità consegnate non corrispondono esclusivamente alla configurazione Space 2.0 senza cabina, ma appartengono alla stessa nuova architettura hardware progettata per operazioni L4. Il passaggio segue il concept KargoBot Space presentato nell’aprile 2025 e il lancio della versione 2.0 destinata alla produzione avvenuto un anno dopo.
Ad aprile 2026 KargoBot indicava inoltre oltre 400 camion autonomi già operativi e 45 milioni di chilometri percorsi. La strategia industriale prevede di portare le applicazioni L4 verso una scala di 10.000 mezzi nell’arco dei successivi tre anni.
La piattaforma è progettata anche per utilizzare sistemi di sostituzione rapida delle batterie. KargoBot collabora con CATL e con l’ecosistema QIJI, sviluppato per l’elettrificazione dei veicoli pesanti.
Il battery swap rappresenta un elemento operativo rilevante per le applicazioni ad alta percorrenza, perché consente di ridurre i tempi necessari per il rifornimento energetico rispetto alla ricarica tradizionale.
La tecnologia sta trovando applicazioni su scala crescente nella logistica cinese. A giugno 2026 CATL e J&T Express hanno siglato un accordo che prevede sistemi di battery swapping per oltre 5.000 camion pesanti. CATL indica per queste applicazioni tempi di sostituzione della batteria compresi tra 3 e 5 minuti.
KargoBot concentra lo sviluppo della guida autonoma L4 soprattutto sul trasporto merci lungo tratte e scenari operativi definiti, dove percorsi ripetitivi e condizioni più prevedibili facilitano l’introduzione dei sistemi driverless.
L’eliminazione della cabina porta questo approccio un passo oltre rispetto ai camion tradizionali equipaggiati successivamente con sistemi autonomi: il mezzo viene progettato direttamente come piattaforma robotica per il trasporto delle merci, modificando distribuzione degli spazi, architettura hardware e modalità di esercizio.
Le prime 100 piattaforme consegnate nell’agosto 2026 rappresentano quindi un passaggio dalla fase di presentazione del veicolo alla progressiva industrializzazione della tecnologia, mentre la diffusione effettiva su larga scala dipenderà dallo sviluppo delle infrastrutture, dai contesti operativi e dal quadro regolatorio nel quale i mezzi saranno chiamati a circolare.
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