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Interporto di Bologna, MSC valuta l’ingresso e punta alle quote del Comune
MSC valuta l’ingresso nello scalo, mentre il Comune esamina la cessione del 35%


Trasporti Nazionali e Internazionali

Interporto di Bologna, MSC valuta l’ingresso e punta alle quote del Comune

24 Luglio 2026 Interporto di Bologna, MSC valuta l’ingresso e punta alle quote del Comune

L’assetto societario dell’Interporto di Bologna potrebbe cambiare in modo significativo con il possibile ingresso di MSC. Il gruppo della famiglia Aponte starebbe valutando la sottoscrizione delle quote rimaste inoptate dell’aumento di capitale della società e, in una fase successiva, l’acquisizione della partecipazione detenuta dal Comune di Bologna.

L’operazione potrebbe portare il gruppo a controllare la maggioranza dello scalo logistico, ma il percorso resta subordinato alle decisioni degli azionisti, alle procedure di vendita e alle verifiche economico-finanziarie.

L’aumento di capitale e il primo ingresso di MSC

Il passaggio più vicino riguarda l’aumento di capitale da 8 milioni di euro, al quale hanno aderito finora la Città Metropolitana di Bologna e la Camera di Commercio. Rimangono da sottoscrivere quote per circa 6 milioni di euro.

L’assemblea dei soci convocata per il 22 luglio 2026 dovrebbe affidare al presidente Stefano Caliandro il mandato per individuare un soggetto interessato alle azioni rimaste inoptate. MSC avrebbe manifestato la disponibilità a coprire l’importo, ottenendo una partecipazione iniziale vicina al 17%.

La ricapitalizzazione è collegata al percorso di rafforzamento finanziario dell’Interporto e al nuovo indirizzo societario, maggiormente concentrato sulle attività logistiche, ferroviarie ed energetiche.

Il Comune valuta la cessione del 35%

Il possibile ingresso attraverso l’aumento di capitale rappresenterebbe soltanto la prima fase. MSC sarebbe interessata anche al 35,1% detenuto dal Comune di Bologna, attualmente primo azionista della società.

Il Comune ha avviato un’analisi di fattibilità e di impatto economico sulla dismissione della partecipazione dopo le osservazioni formulate dalla Corte dei Conti. L’amministrazione dovrà quindi verificare condizioni, conseguenze e modalità dell’eventuale uscita dalla compagine societaria.

Qualora MSC acquisisse anche il 17% di Intesa Sanpaolo, la partecipazione complessiva del gruppo potrebbe arrivare intorno al 70%. Si tratta tuttavia di uno scenario ancora potenziale, legato a operazioni distinte e non ancora perfezionate.

Uno snodo per ferrovia, porti e corridoio del Brennero

L’interesse per lo scalo bolognese si inserisce nella strategia di integrazione tra trasporto marittimo, ferroviario e stradale sviluppata da MSC. L’Interporto occupa una posizione rilevante nei collegamenti con il porto di Ravenna, la rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna e il corridoio del Brennero.

Per il gruppo, l’ingresso nella società permetterebbe di rafforzare il presidio delle attività terrestri e intermodali, collegando i flussi portuali con terminal ferroviari e piattaforme logistiche dell’Italia settentrionale. Il focus potrebbe riguardare in particolare lo sviluppo del nuovo terminal ferroviario dello scalo.

Le preoccupazioni sul futuro dell’infrastruttura

Il possibile ridimensionamento della presenza pubblica ha suscitato l’attenzione delle organizzazioni sindacali. La Cisl di Bologna ha richiamato i possibili effetti occupazionali, industriali e territoriali di una modifica della proprietà, chiedendo garanzie sulla continuità dei percorsi avviati in materia di logistica etica.

Il confronto riguarda anche la funzione dell’Interporto come infrastruttura per il trasporto ferroviario delle merci e per lo sviluppo di soluzioni logistiche a minore impatto ambientale.

Sul piano economico, la società ha chiuso il 2024 con ricavi per circa 13 milioni di euro e una perdita di 1,6 milioni. La definizione delle condizioni dell’eventuale ingresso di MSC dipenderà dalla due diligence e dalle successive deliberazioni degli azionisti.

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