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Export food in Europa e Regno Unito: compliance, cold chain e logistica
Compliance, catena del freddo e competenze Sogedim per esportare in Europa e Regno Unito


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Export food in Europa e Regno Unito: compliance, cold chain e logistica integrata come leve competitive

22 Giugno 2026 Export food in Europa e Regno Unito: compliance, cold chain e logistica integrata come leve competitive

Le prospettive restano positive per l’export agroalimentare italiano, che continua a crescere in Europa – con un incremento medio annuo intorno al 7% – mentre il Regno Unito si conferma un mercato strategico, ma sempre più complesso nel contesto post-Brexit. Oggi, per spedire merci verso il Regno Unito, è fondamentale soddisfare i requisiti di origine UE, fornendo all’importatore britannico un’adeguata attestazione di origine. Il mancato rispetto di tali requisiti può comportare sanzioni, blocchi doganali e responsabilità legali.

In parallelo, l’inasprimento dei controlli sanitari e documentali aumenta il livello di attenzione richiesto agli esportatori: senza il supporto di un partner logistico competente, il rischio di ritardi, respingimenti e inefficienze operative diventa significativo.

SogedimIn uno scenario in cui le aziende del food sono chiamate a confrontarsi con un contesto normativo più articolato, standard qualitativi elevati e una crescente attenzione alla sicurezza alimentare e alla tracciabilità, affidarsi a un partner con oltre trent’anni di esperienza nel mercato britannico come Sogedim – certificato ATP e conforme agli standard HACCP  – permette ai produttori di proteggere il valore del prodotto lungo tutta la supply chain, garantendo integrità, conformità normativa e continuità del servizio nei mercati europei più esigenti. Sogedim agevola le aziende italiane e gli importatori britannici nel trasporto terrestre di prodotti SPS, inclusi alimentari freschi e surgelati destinati al Regno Unito, soggetti a categorizzazione di rischio secondo il modello BTOM.

Per le aziende che esportano prodotti di origine animale (POAO) dall’Italia al Regno Unito, è fondamentale gestire correttamente gli obblighi di certificazione sanitaria: Sogedim affianca i clienti fornendo indicazioni operative e supporto nella gestione documentale, riducendo il rischio di errori e ritardi.

Cold chain e prodotti di origine animale: requisiti essenziali per l’export

La cold chain (o catena del freddo) è fondamentale per i POAO (Prodotti di Origine Animale). Mantenere una temperatura controllata e ininterrotta è un obbligo di legge (come stabilito dai regolamenti europei del Pacchetto Igiene) per prevenire la proliferazione batterica e garantire la sicurezza alimentare.

I principi chiave della gestione termica per questi prodotti includono:

  • carne e pollame freschi: devono viaggiare e sostare a temperature comprese tra 0 °C e 4 °C.
  • pesce fresco e molluschi: vanno mantenuti il più vicino possibile alla temperatura del ghiaccio fondente (tra 0 °C e 2 °C).
  • latte e derivati: richiedono temperature costanti (solitamente tra 0 °C e 4 °C) per evitare alterazioni.
  • prodotti congelati/surgelati: devono mantenere una temperatura al cuore di almeno -18 °C in ogni fase, dal produttore al consumatore finale.

La rottura della catena del freddo su questi prodotti comporta un rischio immediato per la salute pubblica, poiché favorisce la crescita di agenti patogeni pericolosi come Salmonella e Listeria

Tra i principali trend che oggi guidano l’export food europeo emergono alcune direttrici:

  • Premiumizzazione e autenticità: i mercati europei, in particolare Francia, Germania e Spagna, continuano ad assorbire oltre la metà delle esportazioni agroalimentari italiane, premiando prodotti legati ai territori. Referenze ad alto valore aggiunto come vini di nicchia, formaggi stagionati, salumi tipici e pasta premium registrano le performance migliori.
  • Benessere e prodotti “free-from”: cresce l’export di alimenti biologici, senza glutine, a basso contenuto di zuccheri e referenze ad alto contenuto proteico.
  • Sostenibilità e tracciabilità: gli acquirenti europei prediligono filiere certificate e a basso impatto ambientale.
  • Innovazione e novel food: si registra una costante apertura verso nuovi alimenti e ingredienti innovativi, come sostituti vegetali della carne e proteine alternative.

UK post-Brexit: più controlli e maggiore complessità operativa

Oggi, anche una minima discrepanza tra documenti (fattura, DDT, packing list e certificato veterinario) può determinare blocchi o ritardi significativi. La corretta gestione documentale, unita alla conoscenza delle categorie di rischio (alto, medio, basso) definite dal BTOM, è diventata un prerequisito essenziale per operare con continuità sul mercato britannico.

Ma le barriere non sono solo doganali: la vera criticità si gioca spesso sul piano operativo, in particolare nella gestione della temperatura lungo tutta la supply chain.

Cold chain: il vero punto critico dell’export food

Nel trasporto di prodotti agroalimentari e zootecnici, la catena del freddo rappresenta un elemento centrale per garantire sicurezza, qualità e conformità normativa. Eventuali interruzioni o oscillazioni di temperatura possono compromettere le caratteristiche organolettiche del prodotto, ridurne la shelf life e generare rischi sanitari.

In un contesto così esigente, affidarsi a una gestione logistica non specializzata espone le aziende a rischi operativi e commerciali significativi: danni reputazionali nei mercati ad alto standard come UE e UK, potenziali sanzioni e blocchi doganali; contestazioni commerciali e resi; perdita di valore del prodotto e aumento degli scarti.

Il ruolo strategico di un partner 3PL specializzato

Un partner 3PL specializzato nella cold chain è in grado di:

  • garantire il mantenimento delle corrette fasce termiche lungo tutto il flusso logistico;
  • monitorare e registrare costantemente le temperature;
  • gestire correttamente le fasi più critiche (cross docking, consolidamenti, soste);
  • assicurare la piena conformità agli standard normativi (ATP, HACCP, regolamenti UE e requisiti UK post-Brexit).

Sogedim: competenza e infrastrutture per l’export food europeo

SogedimIn questo scenario, Sogedim si posiziona come partner logistico di riferimento per le aziende del food che operano in Europa e nel Regno Unito. Grazie a un’esperienza consolidata nei trasporti internazionali e a una rete capillare, Sogedim offre collegamenti giornalieri Italia–UK, transit time rapidi (48/72 ore) e una gestione completa della supply chain, inclusa l’assistenza documentale per le spedizioni soggette a controlli sanitari.

Elemento distintivo è il polo refrigerato di Corbetta, hub multicella e multitemperatura progettato per la gestione di prodotti deperibili, conforme alla normativa CE e certificato HACCP, anche per prodotti biologici. Grazie a queste infrastrutture e competenze, Sogedim è in grado di integrare stoccaggio, trasporto e distribuzione in un’unica regia logistica, supportando le aziende nell’adeguamento agli standard normativi europei e britannici proteggendo la shelf life e il valore commerciale del prodotto.

Visita il sito ufficiale di Sogedim per saperne di più

Articolo realizzato in partnership con Sogedim





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