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Export Piacenza +17%: la logistica traina la ripresa
Nel primo trimestre 2026 export a 1,797 miliardi: pesa il ruolo del polo


Trasporti Nazionali e Internazionali

Export Piacenza +17%: la logistica traina la ripresa

20 Giugno 2026 Export Piacenza +17%: la logistica traina la ripresa

L’export piacentino riparte nel primo trimestre 2026 e lo fa con un incremento che spicca nel quadro regionale. Da gennaio a marzo il valore delle esportazioni in partenza dalla provincia di Piacenza ha raggiunto 1.797 miliardi di euro, con una crescita di 261 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, pari al +17%. Il dato, elaborato dall’Ufficio studi della Camera di commercio dell’Emilia su base Istat, arriva dopo il calo del 4,5% registrato a fine 2025 e colloca Piacenza al primo posto in Emilia-Romagna per dinamismo dell’export. In regione, soltanto Parma supera la soglia del 10%, con un +12,4%.

Il peso del polo logistico nella lettura dei dati

La crescita va letta con attenzione. Il vicepresidente vicario della Camera di commercio dell’Emilia, Filippo Cella, ha ricondotto il risultato anche al forte transito di merci prodotte in altre province e appoggiate su un polo logistico di rilievo internazionale come quello piacentino. È un passaggio sostanziale: il dato export misura le merci in partenza dal territorio, ma non coincide sempre con la sola produzione locale. Per chi osserva la supply chain, Piacenza si conferma un nodo in cui infrastrutture, magazzini, servizi di trasporto e distribuzione incidono direttamente sulle statistiche economiche. La logistica, in questo caso, non è solo supporto al manifatturiero, ma parte della capacità del territorio di agganciare i mercati esteri.

Manifattura quasi totalitaria, tessile stabile e macchinari in crescita

La ripresa parte comunque dal manifatturiero, che nel trimestre vale 1.774 miliardi di euro, in aumento del +16,7%, e rappresenta il 98,7% delle esportazioni complessive piacentine. Il tessile resta stabile a 443 milioni di euro, confermando il valore del primo trimestre 2025 e incidendo per circa un quarto del totale. Il comparto macchinari e apparecchi cresce invece del +6,8%, arrivando a 355 milioni, con un peso del 20%. Bene anche l’agroalimentare, che sale a 184 milioni, 13 milioni in più rispetto al 2025, pari al +7,6%. La fotografia è quella di un territorio in cui la manifattura resta centrale, ma con dinamiche molto diverse tra comparti.

Apparecchi elettrici, elettronica e chimica spingono la ripresa

La parte più marcata della crescita arriva da alcuni settori industriali con incrementi superiori alla media. Gli apparecchi elettrici registrano un +51,8%, portandosi a 156 milioni di euro. Ancora più forte l’aumento per computer, apparecchi elettronici e ottici, che raggiungono 115 milioni con un progresso del 147,6%. I prodotti chimici salgono a 49 milioni, pari al +172,2%, mentre gli articoli in gomma, le materie plastiche e la lavorazione dei minerali non metalliferi arrivano a 90 milioni, con una crescita del +35,7%. Per la logistica questi numeri hanno una conseguenza pratica: merceologie diverse richiedono filiere diverse, dalla gestione dei colli al trasporto internazionale, fino alle esigenze di stoccaggio e tracciabilità.

Europa al 79,5%: Germania di nuovo primo mercato

Sul piano geografico, l’Europa si conferma la principale destinazione delle merci in partenza da Piacenza. Nel primo trimestre 2026 il valore dell’export verso il continente europeo ha raggiunto 1,428 miliardi di euro, con un incremento del +26,5% e un’incidenza del 79,5% sul totale. L’Asia resta il secondo mercato continentale, ma arretra del –2,6%, fermandosi a 235 milioni. Più netto il calo verso l’America, che scende del –16,3% e si attesta a 81 milioni. Tra i singoli Paesi torna in testa la Germania, con 348 milioni di euro e un balzo del +51%, pari a 118 milioni in più rispetto al primo trimestre 2025.

Francia e Spagna crescono, Stati Uniti in calo

La Francia perde la prima posizione ma continua a crescere: l’export piacentino verso il mercato francese aumenta del +24,1%, con 57 milioni in più, arrivando a 295 milioni di euro. La Spagna mostra una progressione ancora più sostenuta, pari al +59,9%: 67 milioni in più e valore complessivo a 178 milioni. La nota negativa riguarda invece gli Stati Uniti. Il mercato americano passa dalla quinta posizione del primo trimestre 2025 all’ottava del 2026, con un valore sceso a 52 milioni di euro e una contrazione di 16 milioni, pari al -23,1%. La fonte collega il rallentamento ai dazi, elemento che rende più fragile la pianificazione commerciale e logistica verso il mercato Usa.

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