Gli studenti di terza e quinta dell’indirizzo logistico del Giobert hanno partecipato a una visita formativa presso l’ITS di Torino dedicato alle tecnologie e alla logistica avanzata. L’iniziativa, resa possibile grazie a un’opportunità offerta dall’Unione Industriale, ha permesso ai ragazzi di confrontarsi con laboratori specialistici e simulazioni operative, portando fuori dall’aula competenze già affrontate durante il percorso scolastico. Il professor Ivano Proietti, che ha organizzato il lavoro in contatto con l’istituto ospitante, ha spiegato come l’obiettivo fosse mettere gli studenti davanti ad attività concrete, in un contesto strutturato e vicino alle esigenze reali del settore.
Per gli studenti della quinta, l’attività principale è stata una simulazione logistica basata su una missione umanitaria realmente partita dal territorio torinese e diretta a Beirut, con il trasporto di aiuti destinati a famiglie e persone colpite dalla guerra. Attraverso un grande plastico a pavimento raffigurante l’area compresa tra Piemonte e Liguria, i ragazzi hanno dovuto pianificare lo spostamento di una colonna composta da sette mezzi, tra camion e pickup di esplorazione, da Torino fino al porto di Genova. Da lì sarebbe poi partito il carico verso la destinazione finale. È un esercizio utile perché restituisce una dimensione spesso sottovalutata della logistica: prima ancora del movimento fisico delle merci, servono pianificazione, lettura del territorio e capacità di prendere decisioni coerenti con vincoli reali.
Divisi in quattro gruppi, gli studenti hanno affrontato problemi tipici della logistica sul campo: calcolo dei tempi di percorrenza, scelta tra strade statali e autostrade, programmazione delle soste, rifornimenti, pause pranzo e individuazione di aree adeguate per fermare una colonna di mezzi. Sono aspetti concreti, lontani dall’idea astratta di “trasporto” come semplice tragitto da un punto A a un punto B. In una missione di questo tipo, ogni scelta incide sulla sicurezza, sulla continuità del viaggio, sulla gestione dei mezzi e sulla capacità di rispettare tempi e condizioni operative. A guidare l’esercitazione erano presenti due ex generali del Genio dell’Esercito, oggi in pensione, insieme ai collaboratori della fondazione umanitaria che aveva realizzato la missione.
L’esperienza è stata modulata in base al livello delle classi coinvolte. Per la terza, al primo approccio con il settore, l’attività è stata orientata all’introduzione delle dinamiche logistiche attraverso una simulazione teorico-pratica dedicata alla gestione dei flussi di magazzino. Gli studenti hanno così potuto osservare più da vicino le logiche di stoccaggio, movimentazione e organizzazione delle merci. È un passaggio formativo rilevante perché consente di collegare concetti scolastici, spesso percepiti come tecnici o distanti, a operazioni che ogni giorno determinano l’efficienza di magazzini, piattaforme distributive e reparti logistici aziendali.
Il valore dell’iniziativa sta anche nel rapporto tra scuola, ITS e mondo produttivo. La logistica richiede figure capaci di leggere dati, spazi, mezzi, tempi e vincoli operativi con rapidità. Non bastano nozioni teoriche, soprattutto in un settore in cui un errore di pianificazione può generare ritardi, extracosti o blocchi lungo la filiera. Il percorso dell’indirizzo logistico del Giobert, come sottolineato dal professor Proietti, punta proprio a formare futuri periti con competenze spendibili nelle aziende. Esperienze come quella all’ITS di Torino permettono agli studenti di misurarsi con casi realistici e di capire prima dell’ingresso nel lavoro quanto la logistica sia una disciplina fatta di metodo, coordinamento e decisioni operative.
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