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Porto di Venezia, nuovo Dpss e spinta alla Zona Logistica Semplificata
Il piano guarda a Marghera, Montesyndial e nuovi collegamenti intermodali


Trasporti Nazionali e Internazionali

Porto di Venezia, nuovo Dpss e spinta alla Zona Logistica Semplificata

17 Giugno 2026 Porto di Venezia, nuovo Dpss e spinta alla Zona Logistica Semplificata

Il Comitato di gestione dell’Autorità portuale di Venezia, presieduto da Matteo Gasparato, ha adottato all’unanimità il nuovo Documento di programmazione strategica di sistema. Il Dpss dovrà ora essere approvato dal Ministero dei Trasporti, previa intesa con la Regione. Si tratta dello strumento previsto dalla legge 84/94 per definire la traiettoria di sviluppo della portualità commerciale, mettendo insieme infrastrutture, rapporto con la manifattura e gestione integrata dei diversi scali. Nel caso veneto, la strategia riguarda Venezia e Chioggia, ma guarda anche all’inclusione di Porto Levante e Porto Pila, con funzioni energetiche, commerciali, diportistiche e legate alla pesca.

Una visione a vent’anni per il sistema portuale

Il documento ha un orizzonte di circa vent’anni e parte dalla specificità di Venezia come porto lagunare. Per il centro storico viene rafforzata la vocazione legata alle piccole crociere e al diporto nautico. Per Marghera, invece, il Dpss conferma il ruolo commerciale, logistico e industriale dell’area, oltre alla funzione crocieristica. A Chioggia, la strategia punta su una specializzazione funzionale: Isola dei Saloni orientata ad attività passeggeri, turistiche e diportistiche; Val da Rio concentrata su traffici commerciali e pesca. Il punto operativo è costruire una governance più leggibile del sistema portuale, evitando che ogni scalo proceda come unità isolata.

Accessibilità nautica, ultimo miglio e Zls

Nel breve periodo, il Dpss riprende linee già impostate dalla precedente gestione dell’Autorità, a partire dagli interventi per migliorare l’accessibilità nautica attraverso gli escavi dei canali previsti a Venezia e Chioggia. Accanto a questo, il documento indica il potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario e stradale e un utilizzo più frequente della Zona logistica Semplificata. Per le imprese, la Zls può diventare una leva concreta solo se collegata a infrastrutture, procedure autorizzative più rapide e integrazione con i flussi portuali. Senza questi elementi, resta una cornice amministrativa interessante ma poco incisiva sulla competitività dei traffici.

Montesyndial come piattaforma intermodale

Nel medio periodo, il passaggio più rilevante riguarda lo sviluppo della piattaforma logistica di Montesyndial, area strategica di 90 ettari candidata a diventare uno dei principali hub intermodali del Mediterraneo. Il Dpss collega questo progetto alla realizzazione di nuove connessioni multimodali tra porto, direttrici ferroviarie e assi autostradali nazionali. È qui che la programmazione portuale entra nel cuore della logistica: non basta disporre di aree retroportuali, se queste non sono connesse in modo efficiente ai corridoi terrestri. Per Venezia, la sfida è trasformare spazi industriali e portuali in nodi capaci di intercettare merci, servizi a valore aggiunto e traffici intermodali.

Energia, crociere e terminal offshore

Il documento include anche la riconversione energetica delle infrastrutture industriali e portuali verso nuovi vettori da fonti rinnovabili, con particolare riferimento all’idrogeno. Sul fronte crocieristico, il Dpss punta al completamento del nuovo assetto necessario a superare il quadro aperto dal decreto sulle grandi navi. Nel lungo periodo viene indicata la necessità di sviluppare nuovi terminal offshore lungo la costa veneta, capaci di accogliere grandi navi container e da crociera. È una prospettiva ambiziosa, che dovrà misurarsi con tempi autorizzativi, sostenibilità economica, compatibilità ambientale e reale domanda di mercato. La direzione, però, è chiara: mantenere il sistema portuale veneto dentro le rotte del trasporto marittimo globale.

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