La logistica italiana non è un comparto ancillare, bensì un asset strategico per la competitività nazionale. Con oltre 120 miliardi di euro di fatturato, 72 mila imprese e 720 mila addetti, rappresenta l’infrastruttura invisibile che sostiene filiere produttive, commercio internazionale e attrattività degli investimenti. Il nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di CDP fotografa un ecosistema capace di attivare 2,1 milioni di euro di produzione per ogni milione investito, un moltiplicatore che pochi settori possono vantare. In questo scenario, la logistica si conferma leva determinante per l’export e per il posizionamento dell’Italia nelle catene globali del valore.
Le trasformazioni in atto stanno ridefinendo le priorità operative. Tre direttrici emergono con forza: digitalizzazione, sostenibilità e riconfigurazione delle supply chain. L’adozione di soluzioni digitali e di intelligenza artificiale, ancora non pienamente diffusa, rappresenta un gap competitivo. Parallelamente, l’ottimizzazione dell’ultimo miglio logistico, accelerata dall’e-commerce, diventa terreno decisivo per efficienza, servizio e riduzione delle emissioni. A ciò si aggiunge l’obbligo di rendicontazione ESG che impone processi più tracciabili e meno impattanti. Non si tratta solo di compliance, ma di ripensare modelli distributivi, flotte, hub urbani e integrazione modale.
La regionalizzazione degli scambi offre all’Italia, e in particolare al Mezzogiorno, l’opportunità di tornare al centro delle rotte commerciali. Secondo CDP, saranno determinanti:
Questi fattori possono attrarre investimenti e sostenere la crescita dimensionale delle imprese logistiche. Il futuro della supply chain italiana si gioca dunque su scelte industriali concrete: chi saprà integrare infrastrutture, tecnologia e sostenibilità potrà trasformare una funzione operativa in un vantaggio competitivo strutturale.
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