È operativa dal 20 ottobre 2026 la fusione per incorporazione di Padova Hall, società che gestisce la Fiera di Padova, in Interporto Padova. L’operazione, formalizzata con l’atto notarile del 19 ottobre dopo l’approvazione dei soci avvenuta a giugno, porta alla nascita di Interporto Padova Hall S.p.A., con un patrimonio complessivo stimato in circa 430 milioni di euro. La nuova società riunisce sotto un’unica gestione le infrastrutture logistiche e intermodali dell’Interporto, gli spazi espositivi della Fiera e le attività congressuali, con l’obiettivo di coordinare gli investimenti e rafforzare la sostenibilità economica delle strutture.
La fusione è stata sostenuta dai principali azionisti pubblici delle due società: Comune di Padova, Provincia di Padova e Camera di Commercio. L’integrazione punta a superare la precedente separazione gestionale e a valorizzare la capacità finanziaria sviluppata dall’Interporto attraverso le attività logistiche e intermodali. Una delle finalità dell’operazione è sostenere il rilancio del quartiere fieristico, che necessita di interventi di ammodernamento per adeguarsi alle trasformazioni del mercato espositivo. La Fiera manterrà la propria identità operativa e la continuità delle manifestazioni, mentre l’accorpamento amministrativo dovrebbe consentire una razionalizzazione dei costi e una programmazione coordinata degli investimenti.
Il nuovo assetto societario punta a sviluppare collegamenti tra logistica, trasporti, servizi alle imprese e attività congressuali, valorizzando il ruolo dell’Interporto nel sistema infrastrutturale del Nordest. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento dell’attrattività del territorio per gli investimenti, lo sviluppo degli spazi fieristici e la creazione di opportunità di collaborazione con imprese innovative, startup e centri di ricerca. Luciano Greco, presidente di Interporto Padova, ha evidenziato come l’integrazione possa contribuire a rafforzare la competitività del nodo padovano e favorire nuove sinergie tra infrastrutture e attività economiche.
Con il completamento della fusione, l’attenzione si concentra sulla definizione delle iniziative industriali e infrastrutturali che accompagneranno la nuova organizzazione. Il patrimonio stimato di 430 milioni di euro rappresenta la dimensione patrimoniale complessiva della società risultante dall’operazione, non un nuovo investimento già stanziato. La realizzazione degli interventi di modernizzazione e lo sviluppo delle attività integrate dipenderanno dalla programmazione industriale della nuova società. Al momento non sono stati comunicati importi specifici, scadenze o obiettivi quantitativi relativi ai futuri investimenti.
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