Più di un’unità di trasporto del carico su dieci tra quelle ispezionate nel 2025 ha presentato almeno una carenza di sicurezza. È quanto emerge dai dati consolidati dal World Shipping Council (WSC): su 93.079 unità controllate, 9.645 hanno evidenziato irregolarità, pari al 10,36%. Tra i problemi riscontrati figurano documentazione, marcatura ed etichettatura non corrette, ma anche packing inadeguato e fissaggio insufficiente del carico.
Il dato richiama l’attenzione sulla fase in cui le merci vengono preparate e sistemate all’interno dell’unità di trasporto. Un carico deve essere distribuito, supportato e fissato in modo da evitare scorrimenti, ribaltamenti o spostamenti durante le sollecitazioni generate dal trasporto.
Il CTU Code elaborato da IMO, ILO e UNECE dedica proprio a queste operazioni una parte centrale delle proprie indicazioni. Prima del caricamento deve essere verificata l’idoneità dell’unità di trasporto; la disposizione delle merci deve tenere conto della distribuzione dei pesi e degli spazi liberi, mentre gli elementi che per dimensioni, massa o forma possono muoversi devono essere adeguatamente assicurati. Tra le soluzioni previste rientrano bloccaggio, rizzaggio e sistemi di ancoraggio, impiegati singolarmente o in combinazione.
Anche i materiali utilizzati per il fissaggio hanno un ruolo specifico: secondo il CTU Code devono avere resistenza adeguata all’impiego previsto, essere in buone condizioni e risultare compatibili con l’unità e con le merci trasportate.
La corretta preparazione non riguarda quindi soltanto il riempimento del container. Il CTU Code indica che la pianificazione dovrebbe precedere le operazioni di packing e distinguere, in funzione del carico, tra una disposizione compatta delle merci e una configurazione nella quale gli spazi residui richiedono sistemi specifici di bloccaggio o rizzaggio.
Le conseguenze di una preparazione non corretta possono estendersi lungo tutta la catena di trasporto. Il WSC associa le carenze rilevate nei controlli a un maggiore rischio di danneggiamento delle merci, perdita di container e incendi a bordo. Anche IMO e UNECE indicano tra le criticità ricorrenti delle CTU il fissaggio inadeguato, il sovraccarico e la dichiarazione non corretta del contenuto.
Il 10,36% non rappresenta però l’incidenza delle irregolarità sull’intero traffico mondiale. I dati 2025 provengono dalle autorità di sette Paesi – Cile, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Corea del Sud, Svezia e Stati Uniti – mentre la maggior parte degli oltre 170 Stati membri IMO non ha trasmesso risultati relativi alle proprie ispezioni.
Il dato resta quindi circoscritto alle unità effettivamente sottoposte a controllo, ma evidenzia la persistenza di carenze nelle diverse fasi che precedono la movimentazione: dalla documentazione alla preparazione fisica della merce, fino al corretto fissaggio del carico nella CTU.
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