Obiettivo, potenziare il sistema portuale e retroportuale, fruendo di semplificazioni fiscali




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Zona logistica semplificata: il Friuli si candida alla sperimentazione

23 Marzo 2018

Una grande valenza strategica e un potenziamento legato al sistema portuale regionale: questi gli obiettivi delle Zone logistiche semplificate cui la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha dato il via libera candidandosi a regione pilota nella sperimentazione.

A spiegarne i vantaggi l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia Francesco Peroni, rendendo noto l’atto con cui la Giunta regionale ha formalizzato l’impegno a chiedere al Governo che sul territorio sia avviato l’Istituto Zone logistiche semplificate (ZLS) introdotto dalla legge di bilancio per il 2018 (art. 1, commi 61-66), con il fine di favorire lo sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni.

In particolare, la ZLS viene istituita con DPCM, su proposta della Regione interessata, per una durata massima di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni.
Per Peroni “è di particolare interesse la circostanza che, all’interno della Zona logistica, sia le nuove imprese sia quelle già esistenti fruiscano di procedure semplificate già previste per le Zone economiche Speciali (ZES), con particolare riguardo all’accelerazione dei termini procedimentali e agli adempimenti fiscali”.

“La Zona logistica semplificata ha una grande valenza strategica – ha spiegato Peroni – quale opportunità di ulteriore potenziamento della rete logistica e infrastrutturale legata al sistema portuale regionale.
Infatti, sono legittimate a candidarsi all’insediamento di tali zone speciali le sole regioni ove sia presente almeno un’area portuale con le caratteristiche stabilite negli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), ovvero abbia sede un’Autorità di sistema portuale.
E questo è il caso del Friuli Venezia Giulia”.

“Con il nuovo strumento delle Zone logistiche semplificate la nostra Regione avrà l’opportunità di potenziare ulteriormente il proprio sistema integrato, portuale e retroportuale, fruendo di semplificazioni fiscali e burocratiche finora impensabili.
Utili soprattutto per territori ora in difficoltà ma che – ha concluso l’assessore – presentano notevoli potenzialità competitive”.





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