Il servizio intermodale ferroviario permette la riduzione emissioni di CO₂ ed è dedicato al trasporto di semirimorchi




Servizi e accessori per il trasporto

Nasce il primo servizio intermodale ferroviario che collega lo stivale da Nord a Sud

10 Gennaio 2020

È stato lanciato dal Gruppo SMET, in accordo con CFI – Compagnia Ferroviaria Italiana, il primo servizio intermodale ferroviario multistop tra il Nord e il Sud Italia, dedicato al trasporto dei semirimorchi.

Si tratta di un nuovo collegamento che unisce per la prima volta con un unico servizio intermodale ferroviario le aree produttive della Pianura Padana e del Nord Est con il Mezzogiorno del paese.

“Con l’apertura di questo nuovo collegamento ferroviario per il trasporto di semirimorchi riconfermiamo il nostro ruolo di operatore logistico intermodale e la nostra vocazione pionieristica nell’ambito dei trasporti. Grazie alla partnership con CFI e con Terminali Italia, da oggi le distanze tra Nord e Sud Italia si riducono sensibilmente, generando un notevole vantaggio competitivo per le aziende e un’importante riduzione in termini di emissioni inquinanti”, spiega Domenico De Rosa, amministratore delegato di SMET.

Sviluppato in associazione con Terminali Italia di Ferrovie dello Stato, il nuovo servizio intermodale ferroviario, è in grado di collegarre il terminal di Orbassano, in provincia di Torino, con Verona e successivamente con il terminal di Bari.

Al momento sono previste 3 partenze settimanali e aumenteranno fino a 6 a partire dal mese di maggio.

“Siamo davvero felici di essere parte di questa inedita e futuristica iniziativa. Abbiamo puntato da sempre per la nostra crescita su partnership forti e solide e su progetti profondamente innovativi, che potessero dare una diversa visione del trasporto ferroviario; la splendida idea di Domenico De Rosa, ad di SMET, del primo treno multispot di semirimorchi che unisce Nord Ovest, Nord Est e Sud del Paese, ci porta assolutamente in questo solco e siamo pertanto fieri ed orgogliosi di essere al loro fianco in questa appassionante ed affascinante sfida”, afferma Giacomo Di Patrizi, amministratore delegato di CFI.

Grazie a questo nuovo collegamento si avrà una riduzione di emissioni di CO₂ del 65%, poiché il servizio consentirà di trasportare tramite ferrovia oltre 270 camion a settimana, che avrebbero invece precorso il tragitto tramite autostrada.





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