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Pacchi extra-UE, nuova handling fee europea entro novembre
Il Consiglio UE approva la riforma doganale: importo della tassa ancora da definire


Trasporti Nazionali e Internazionali

Pacchi extra-UE, nuova handling fee europea entro novembre

9 Settembre 2026 Pacchi extra-UE, nuova handling fee europea entro novembre

Nuovo passaggio per la riforma delle dogane europee e per il sistema di prelievi applicato alle piccole spedizioni dell’e-commerce provenienti da Paesi extra-UE. Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il 3 settembre 2026 il nuovo quadro doganale, che prevede l’introduzione entro il 1° novembre di una handling fee sui piccoli pacchi. L’importo dovrà essere stabilito dalla Commissione europea prima dell’applicazione da parte degli Stati membri. Il Parlamento europeo è atteso all’approvazione del testo finale nel corso di settembre, prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale UE.

Una tassa distinta dal dazio di 3 euro

La futura handling fee servirà a contribuire alla copertura dei costi sostenuti dalle amministrazioni doganali per controllare il crescente volume di piccoli pacchi legato all’e-commerce. Si tratta di un prelievo distinto dal dazio doganale temporaneo di 3 euro, già applicato dal 1° luglio 2026 alle spedizioni di valore inferiore a 150 euro.

Anche il meccanismo di calcolo è differente. Il dazio di 3 euro viene applicato per ciascuna categoria di merce contenuta nel pacco, identificata attraverso la relativa classificazione tariffaria, e non semplicemente una volta per spedizione. Il regime è transitorio e resterà in vigore fino all’entrata a regime del nuovo sistema doganale europeo.

Più responsabilità per le piattaforme e-commerce

La riforma interviene anche sulla distribuzione delle responsabilità lungo i flussi di importazione. Le piattaforme e-commerce extra-UE che vendono merci nell’Unione saranno considerate importatrici, diventando responsabili delle formalità doganali e del pagamento dei dazi al posto del consumatore finale.

Per le violazioni più gravi degli obblighi doganali sono previste sanzioni pecuniarie che potranno raggiungere il 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente, oltre alla possibile perdita di agevolazioni doganali e a limitazioni dell’accesso alle piattaforme online.

Dal 1° novembre 2026 diventerà inoltre obbligatoria, per le vendite a distanza interessate, la comunicazione nelle dichiarazioni doganali degli identificativi di prodotto. Il Regolamento delegato UE 2026/1022 consente già dal 1° luglio l’invio volontario di queste informazioni, pensate per aumentare identificazione e tracciabilità delle merci importate.

In Italia resta il contributo da 2 euro

Al quadro europeo si aggiunge il contributo amministrativo italiano di 2 euro per ogni spedizione extra-UE di valore dichiarato non superiore a 150 euro, introdotto dalla Legge 199/2025. Dopo i rinvii decisi nel corso dell’anno, l’avvio della riscossione è attualmente fissato al 1° ottobre 2026, salvo ulteriori proroghe.

Per operatori logistici, corrieri e piattaforme di commercio elettronico si profila quindi un autunno caratterizzato dalla sovrapposizione di nuovi adempimenti e prelievi sui flussi a basso valore. A livello europeo, il percorso proseguirà con la nuova Autorità Doganale dell’UE, che avrà sede a Lille e inizierà a operare nel 2027, e con il centro doganale digitale europeo, il cui utilizzo diventerà obbligatorio per le imprese dell’e-commerce dal 1° luglio 2028.

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