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Logistica militare e guerra ibrida: al COMLOG focus sulla resilienza informativa
A Montelibretti un seminario su disinformazione, logistica e minacce cognitive


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Logistica militare e guerra ibrida: al COMLOG focus sulla resilienza informativa

5 Luglio 2026 Logistica militare e guerra ibrida: al COMLOG focus sulla resilienza informativa

La logistica è sempre più esposta non solo a rischi fisici, operativi e cyber, ma anche a minacce informative capaci di incidere sulla capacità di decidere, coordinare e operare. È questo il tema al centro del seminario “Logistica, guerra ibrida e resilienza informativa”, organizzato dal Comando Logistico dell’Esercito presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione dell’Esercito, CEPOLISPE, di Montelibretti.

L’incontro, rivolto a comandanti, key element, operatori dello strumento logistico e omologhi della Forza Armata, ha avuto l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza sulle minacce cognitive e sugli strumenti utili a contrastare la disinformazione. Il tema riguarda da vicino la logistica militare, considerata una componente sensibile all’interno degli scenari di guerra ibrida.

Disinformazione, AI e sicurezza operativa

Nel corso dei lavori sono intervenuti esperti di settore, giornalisti e ufficiali specializzati nel contrasto psicologico e operativo delle minacce informative. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha richiamato l’importanza di proteggere il personale militare anche sul piano cognitivo, in un contesto in cui la mente umana viene considerata parte del campo di battaglia.

Il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, ha evidenziato come la logistica rappresenti un bersaglio sensibile della guerra ibrida. La protezione della capacità di decidere e operare passa anche da un linguaggio comune e da una cultura diffusa della sicurezza informativa all’interno delle articolazioni del Comando.

Tra i temi affrontati sono emerse le tecniche di manipolazione cognitiva, il ruolo delle emozioni e dei bias, la polarizzazione alimentata dalle narrative social e l’evoluzione delle operazioni ibride nel cyberspazio. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’impatto dell’intelligenza artificiale, che può aumentare il realismo dei contenuti manipolati e rendere più complessa l’attribuzione delle operazioni informative.

Prebunking e cultura della resilienza

La sessione conclusiva ha posto l’attenzione sulle possibili soluzioni per la logistica militare. Tra gli strumenti indicati rientra il prebunking, o inoculazione informativa, da affiancare alle strategie di alfabetizzazione digitale. L’approccio punta ad allenare il personale a riconoscere contenuti allarmistici, emozionali o manipolati, spesso caratterizzati da una rapida circolazione sui media.

La giornata si è conclusa con la consegna ai partecipanti di un vademecum operativo per il contrasto alla disinformazione, pensato come supporto pratico alla costruzione di una maggiore resilienza informativa.

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