Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Asti-Cuneo, nuova alleanza per il retroporto di Genova
Fai e Confcommercio uniscono l’autotrasporto piemontese in vista della ZLS


Trasporti Nazionali e Internazionali

Asti-Cuneo, nuova alleanza per il retroporto di Genova

23 Giugno 2026 Asti-Cuneo, nuova alleanza per il retroporto di Genova

L’autotrasporto piemontese prova a reagire alla crisi facendo massa critica. Nei giorni scorsi è stata ufficializzata una nuova alleanza tra Fai, Federazione autotrasportatori italiani, e Confcommercio, con l’obiettivo di costruire un polo associativo tra Asti e Cuneo al servizio della logistica del Nord-Ovest e, in prospettiva, del porto di Genova. Secondo quanto riportato dalla fonte di partenza, l’accordo unisce circa 100 soci e rappresenta un fatturato complessivo superiore al miliardo di euro all’anno.

Il passaggio è rilevante perché arriva in una fase in cui il territorio attende gli sviluppi della Zona Logistica Semplificata Porto e Retroporto di Genova, già operativa dopo l’insediamento del Comitato di indirizzo nell’aprile 2025. La Regione Piemonte ha indicato la ZLS come strumento per collegare porto, retroporti e piattaforme logistiche del Nord-Ovest, con oltre 3.600 ettari complessivi e 2.141 ettari in Piemonte.

La “banchina a distanza” e il ruolo dell’Astigiano

Il nodo riguarda l’ipotesi di creare nell’Astigiano una vera area retroportuale, una sorta di banchina a distanza nella quale le merci possano svolgere operazioni doganali prima del trasferimento verso le navi cargo. Per le imprese manifatturiere e commerciali del territorio questo significherebbe ridurre passaggi, tempi morti e costi connessi alla movimentazione delle merci verso il porto.

Il tema, però, non va letto solo in chiave infrastrutturale. La ZLS prevede anche strumenti amministrativi pensati per rendere più rapido l’insediamento delle imprese. Tra questi c’è lo Sportello unico semplificato, indicato dalla Regione come canale per ridurre gli oneri burocratici a carico degli operatori economici interessati a investire nelle aree coinvolte. Resta però un punto da osservare con prudenza: la semplificazione amministrativa può favorire gli investimenti, ma non sostituisce la necessità di servizi logistici efficienti, personale disponibile e collegamenti realmente competitivi.

Autotrasporto sotto pressione: meno imprese e pochi autisti

La nuova alleanza nasce anche come risposta a una crisi strutturale del trasporto su gomma. Secondo i dati citati dalla Camera di Commercio di Asti e Alessandria, in dieci anni le aziende di trasporto attive sul territorio astigiano sono scese da 315 a 216. In pratica, una ditta su tre ha cessato l’attività. È un dato che fotografa bene la fragilità del comparto: costi elevati, margini compressi, ritardi nei pagamenti e minore capacità negoziale nei confronti delle grandi committenze.

A pesare è anche la carenza di conducenti. Nell’Astigiano, secondo le stime riportate, mancherebbero tra 150 e 200 autisti. A questo si aggiunge l’incidenza dei carburanti e dell’energia, che può arrivare fino al 40% dei costi di gestione. Per molte imprese il problema non è solo lavorare di più, ma riuscire a lavorare con condizioni sostenibili: anticipare gasolio, pedaggi e costi operativi mentre le fatture vengono incassate mesi dopo mette sotto pressione la liquidità e riduce la capacità di investimento.

Più rappresentanza nei tavoli decisionali

La maxi-associazione Asti-Cuneo si muoverà su due piani: tutela sindacale della categoria e supporto tecnico-consulenziale agli imprenditori. Il primo fronte riguarda il peso politico e contrattuale del comparto. Un’associazione più ampia può sedersi ai tavoli decisionali con maggiore forza, soprattutto in una fase in cui la logistica piemontese cerca un posizionamento più netto rispetto ai traffici del porto di Genova e ai corridoi del Nord-Ovest.

Il secondo fronte riguarda la gestione quotidiana delle imprese. Normative, costi, accesso alle opportunità della ZLS, rapporti con la committenza e fabbisogno di personale richiedono competenze che non sempre le piccole aziende riescono a presidiare da sole. Qui l’alleanza può avere un ruolo utile, a patto che non resti solo una risposta difensiva alla crisi. Il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare la rappresentanza in servizi concreti, filiere più coordinate e maggiore attrattività per chi lavora nel trasporto.

Ricevi la newsletter gratuita per rimanere aggiornato sulle ultime novità del mondo della logistica





A proposito di Trasporti Nazionali e Internazionali