Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
Greenwashing nella logistica: multa da 8 milioni a GLS
L’Antitrust sanziona GLS per le comunicazioni ambientali del programma Climate Protect


Logistica Sostenibile

Greenwashing nella logistica: multa da 8 milioni a GLS

6 Giugno 2026 Greenwashing nella logistica: multa da 8 milioni a GLS

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato il gruppo GLS con una multa da 8 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette legate al programma di sostenibilità ambientale Climate Protect. Il provvedimento riguarda la capogruppo europea General Logistics Systems B.V., General Logistics Systems Italy e General Logistics Systems Enterprise. Secondo l’Agcm, il progetto con cui l’operatore logistico ha promosso la propria immagine green sarebbe stato organizzato, finanziato e comunicato senza la trasparenza necessaria. Il caso tocca un punto sensibile per il settore: nel trasporto e nella consegna delle merci, dove l’impatto ambientale è strutturale, le dichiarazioni sulla sostenibilità devono essere chiare, verificabili e sostenute da informazioni precise.

Le contestazioni sul programma Climate Protect

Attraverso Climate Protect, GLS dichiarava di compensare le emissioni di CO2 generate dalle spedizioni. Secondo l’Antitrust, però, le comunicazioni ambientali diffuse dall’azienda sarebbero risultate ambigue e non sufficientemente chiare, accurate e verificabili. In particolare, i messaggi promozionali avrebbero potuto indurre clienti e consumatori a ritenere che il gruppo sostenesse direttamente investimenti per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Il punto non riguarda solo la scelta delle parole usate nella comunicazione commerciale. Riguarda anche il modo in cui un operatore logistico presenta ai clienti il rapporto tra spedizione, emissioni, compensazione e responsabilità economica dell’iniziativa.

Il nodo dei costi trasferiti alla filiera

L’istruttoria dell’Agcm ha evidenziato anche un altro aspetto: gli oneri economici del programma sarebbero stati trasferiti integralmente ai clienti aderenti e ad altri soggetti della filiera, mentre il contributo finanziario diretto di GLS sarebbe stato limitato o assente. Secondo l’Autorità, le somme raccolte avrebbero addirittura superato i costi sostenuti per l’attuazione dell’iniziativa. È un passaggio rilevante perché sposta il tema dal piano della comunicazione a quello dell’organizzazione economica del programma. Per chi opera nella logistica, la sostenibilità non può essere presentata come un attributo generico del servizio se il meccanismo di finanziamento non è spiegato in modo trasparente a clienti, partner e consumatori finali.

Compensare non significa ridurre le emissioni

Uno dei punti centrali del provvedimento riguarda la distinzione tra riduzione effettiva delle emissioni e compensazione tramite crediti di carbonio. L’Antitrust contesta a GLS di aver usato questi concetti in modo improprio, lasciando intendere che le attività di compensazione fossero equivalenti a una reale diminuzione dell’impatto ambientale dei servizi di spedizione. Per il settore logistico la differenza è sostanziale. Ridurre le emissioni significa intervenire sui processi, sui mezzi, sulle tratte, sui consumi e sull’efficienza operativa. Compensare, invece, significa finanziare iniziative esterne che dovrebbero bilanciare le emissioni generate. Sono strumenti diversi, con effetti diversi, e comunicarli come se fossero sovrapponibili può alterare la percezione del servizio offerto.

Una lezione per la sostenibilità nella logistica

La decisione dell’Agcm si inserisce in un contesto europeo in cui le dichiarazioni ambientali delle imprese sono sottoposte a un controllo sempre più attento. Le autorità chiedono che claim, programmi green e iniziative di compensazione siano accompagnati da dati verificabili, criteri chiari e informazioni comprensibili sui costi. Per la logistica, il caso GLS è un segnale da leggere con attenzione. La sostenibilità è ormai entrata stabilmente nella relazione commerciale tra operatori, clienti e filiera, ma proprio per questo non può essere trattata come una formula di marketing. Servono numeri, tracciabilità, spiegazioni puntuali. Anche quando la comunicazione riguarda un servizio apparentemente semplice come una spedizione.

Ricevi la newsletter gratuita per rimanere aggiornato sulle ultime novità del mondo della logistica





A proposito di Logistica Sostenibile