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Dove si generano le emissioni negli hub logistici: il ruolo della temperatura
Emissioni logistiche in crescita: il nodo è nei magazzini


Logistica Sostenibile

Dove si generano le emissioni negli hub logistici: il ruolo della temperatura

11 Aprile 2026

La logistica si conferma uno dei principali driver delle emissioni globali di gas serra, con un impatto che oscilla tra l’8% e l’11% della CO₂ mondiale, secondo le analisi del Massachusetts Institute of Technology nell’ambito dell’iniziativa Sustainable Supply Chains. La forbice dipende dall’inclusione o meno di infrastrutture come porti e magazzini, che amplificano il contributo emissivo della supply chain. Il dato, già rilevante, è accompagnato da una tendenza in crescita che riflette l’aumento dei volumi movimentati e la complessità operativa.

A questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: le emissioni elevate si traducono direttamente in costi operativi maggiori, rendendo l’efficienza energetica non solo una leva ambientale, ma anche economica. In questo scenario, il focus si sposta sempre più dai trasporti agli hub logistici, veri centri nevralgici della gestione energetica.

Hub logistici: la temperatura pesa il 41% delle emissioni

Lo studio di mercato GILA del Fraunhofer IML, condotto su quasi 1.000 sedi logistiche a livello globale, offre una fotografia precisa delle fonti emissive. Il dato più rilevante riguarda la gestione della temperatura, che incide per il 41% delle emissioni complessive. Si tratta di attività essenziali come raffreddamento e riscaldamento delle aree di stoccaggio, particolarmente critiche nei settori alimentare e farmaceutico.

Seguono:

  • illuminazione degli spazi logistici: 18%;
  • intralogistica (nastri, carrelli elevatori, automazione): 16%.

Questa distribuzione evidenzia come il tema non sia esclusivamente tecnologico, ma strutturale: gli hub logistici sono sistemi energivori per definizione, con livelli di consumo strettamente legati alla tipologia di merce e ai requisiti di conservazione. La variabilità tra siti è elevata, ma il pattern resta chiaro: la temperatura rappresenta il principale fattore su cui intervenire per ottenere riduzioni significative.

Trasparenza e azione: le leve per la decarbonizzazione

Dal 2019, il progetto GILA, sviluppato dal Fraunhofer IML con il supporto di partner come il Politecnico di Milano e Greenrouter, lavora per colmare una lacuna critica: la mancanza di dati dettagliati sui consumi energetici delle sedi logistiche. La trasparenza sul consumo di risorse emerge come prerequisito per qualsiasi strategia efficace, ma lo studio evidenzia come molte aziende non siano ancora in grado di fornire informazioni puntuali sull’uso dell’elettricità. Senza questa base, diventa difficile identificare interventi mirati e allocare correttamente gli investimenti.

I ricercatori individuano sei ambiti chiave di intervento, tra cui:

  • intralogistica e automazione;
  • ottimizzazione dei processi operativi;
  • sostenibilità degli edifici e delle aree esterne.

A supporto, casi concreti mostrano il potenziale di soluzioni come sistemi di illuminazione ad alta efficienza, monitoraggio intelligente dei consumi, impianti fotovoltaici e pompe di calore. Tuttavia, non esiste una soluzione universale: ogni hub richiede un approccio su misura, costruito a partire dai propri dati operativi. In questo senso, la decarbonizzazione della logistica passa meno dalle dichiarazioni e più dalla capacità di misurare, comprendere e intervenire con precisione.

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