Monti (Assoporti) ipotizza un fondo Cdp, per liberare 2 mld di euro.




Servizi e accessori per il trasporto

Lupi: meno autorità portuali e più distretti logistici.

30 Ottobre 2013

“Ventiquattro Autorità portuali non hanno più senso, bisogna individuare grandi aree per i distretti logistici. Occorre ragionare in termini di porto e retroporto”.

Così ieri, nel corso dell’assemblea annuale di Assoporti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi ha indicato il programma di Governo sui porti italiani, affermando anche che la normativa sui porti 84/94 “fotografa bene il passato e il presente ma non il futuro”.

Il presidente di Assoporti Pasqualino Monti, ricordando che i porti italiani alimentano le casse dello Stato “con oltre 13 miliardi di gettito tra Iva e accise ottenendo, in cambio, finanziamenti esigui”, ha sollevato la questione sull’autodeterminazione finanziaria dei porti.

Eliminando la limitazione del tetto massimo di 90 milioni che i porti possono trattenere sul gettito, Monti ipotizza “una soluzione che preveda l’attuazione di un fondo presso Cassa depositi e prestiti”, che possa utilizzare come società di progetto proprio le Autorità portuali, per liberare oltre 2 miliardi di euro a favore della portualità italiana.





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