Due progetti pilota per ridurre l'inquinamento.




Logistica Sostenibile

Milano: low emission zone.

17 Giugno 2013

Premessa


L’Europa, il prossimo autunno, attuerà una revisione della politica in merito alla qualità dell’aria.
Nelle principali città europee, infatti, sostanze come il particolato PM10, il biossido di azoto NO2 e l’ozono O3 rimangono le sostanze più problematiche nella lotta all’inquinamento atmosferico.

“Dobbiamo colmare con urgenza il deficit di attuazione delle norme”.

Così Janez Potocnik, commissario Ue all’ambiente, si è espresso in merito ai limiti delle emissioni inquinanti.

Hans Bruyninckz, direttore esecutivo dell’AEA – Agenzia Europea dell’Ambiente – ha dichiarato che “quando la legislazione sull’aria pulita non viene applicata rischiamo la salute umana e l’ambiente”.

Per avere un quadro della situazione europea, in vista della revisione delle politiche comunitarie per rendere quelle sul clima coerenti con quelle sull’aria, sono state coinvolte 12 città, che parteciperanno ad uno studio ad hoc: Milano per l’Italia, Anversa per il Belgio, Berlino per la Germania, Dublino per l’Irlanda, Madrid per la Spagna, Malmo per la Svezia, Parigi per la Francia, Ploiesti per la Romania, Plovdiv per la Bulgaria, Praga per la Repubblica Ceca, Vienna per l’Austria e Vilnius per la Lituania.

Vediamo, in particolare, quali sono le criticità che caratterizzano la città di Milano, l’agglomerato più grande dello studio europeo, per poi illustrare i progetti pilota che creeranno a Milano una low emission zone.


Milano e l’inquinamento

Per avere un’idea di quale sia la situazione dell’inquinamento atmosferico nella città di Milano, l’ente di riferimento è l’Arpa Lombardia, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’ambiente della Lombardia.

Il responsabile qualità dell’aria dell’Arpa Lombardia, Guido Lanzani, interpellato sulle criticità della città di Milano, ha evidenziato diverse peculiarità territoriali del milanese, e fra tutte la “bestia nera” del traffico.

L’agglomerato di Milano è un’area molto estesa, tanto che si tratta della zona più grande tra le diverse prese in esame dallo studio europeo.

Include, infatti, tutto il territorio fino a Gallarate, Busto, Como, Merate e Lecco.

La situazione per questo territorio è riconosciuta come particolarmente critica, a causa del ristagnamento dell’inquinamento, dovuto anche alla bassa velocità del vento.

Tanto che Lanzani ha definito l’area come “una vasca da bagno chiusa”.

Milano, tra le 12 città esaminate, è anche quella con minori aree verdi, con un quarto di residenti over 65 e con la media più bassa di persone per nucleo familiare in centro.

Le politiche adottate dalla città per ridurre l’inquinamento sono state proficue in alcuni ambiti: il capoluogo, infatti, brilla per il divieto di impiego delle stufe a legna più vecchie, per le misure di efficienza energetica degli edifici, ed è tra le poche città ad avere adottato misure per l’agricoltura, dato che le emissioni di ammoniaca contribuiscono alla formazione del particolato.


Le azioni a livello locale, però, non sempre sono sufficientemente efficienti.

Milano, in particolare, ha evidenziato la necessità di un programma di intervento per la valle del Po per la qualità dell’aria.

Per combattere la “bestia nera” del traffico, la Regione Lombardia ha scelto proprio la città di Milano per i due progetti volti alla riduzione dell’inquinamento, che interesseranno un’area ben più vasta di quella della città, facendo di Milano la capofila di questa sperimentazione.

Converse e Sistema Integrato Infomobilità

“Il rapporto Ue è per la città di Milano un riconoscimento importante perché conferma che è il traffico la ‘bestia nera’ dei grandi centri urbani (e non solo)”.

Così l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente Pierfrancesco Maran ha commentato il riconoscimento che l’Europa ha sottolineato per i due nuovi progetti che fanno di Milano la capofila nella lotta all’inquinamento, all’interno dello studio che coinvolge le 12 città europee, e che dovrà poi essere estesa a tutto il Nord Italia.

Come avevamo anticipato (Milano: 2 progetti pilota per la mobilità urbana), i progetti, denominati Converse e Sistema Integrato Infomobilità, “interagiranno tra loro – si legge nella nota diffusa dal Comune di Milano – con lo scopo di ridurre l’inquinamento da mezzi pesanti in ambiente urbano, definire strumenti e politiche di tracciamento dei veicoli merci e da cantiere, approfondire gli studi sulle effettive emissioni nel ciclo di guida urbano e gestire, trattare ed elaborare dati per ricavare in tempo reale i tempi di percorrenza e lo stato della rete stradale”.

Grazie ai due progetti verrà realizzata una cintura di 20 varchi elettronici sperimentali al confine del Comune di Milano, interna alle tangenziali.

Questa cintura, che delimiterà una sorta di low emission zone, consentirà di controllare in tempo reale il carico di traffico all’ingresso, stimarne la velocità media di percorrenza e valutare le differenti classi veicolari sulla rete cittadina, e potrebbe essere utile anche per fare rispettare le normative regionali in vigore in inverno che ad oggi non prevedevano l’uso di telecamere.


I dati di questi varchi verranno incrociati con i dati delle telecamere di Area C, per ricavare la velocità media di attraversamento della città.

Insieme ai dati disponibili con Open Data, questi due progetti permetteranno di migliorare la conoscenza della mobilità urbana e porteranno alla realizzazione di un Portale della Mobilità.

Il Portale sarà il punto di accesso unificato per conoscere tutte le informazioni in merito alla mobilità pubblica, privata e allo stato della sosta all’interno delle tangenziali.

Inoltre, i mezzi pesanti e da cantiere verranno monitorati grazie ad un sistema di riconoscimento visivo della classe emissiva – vetrofanie – e ad apparati di bordo – On Board Unit – OBU- che permetteranno di ricostruire in tempo quasi reale le velocità medie dei flussi di veicoli su ogni settore della rete stradale.

I progetti sono cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente, dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia.

Dal Ministero, attraverso un Accordo di Programma sottoscritto dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, vengono stanziati circa 1 milione 82mila euro, vincolati all’adozione di sistemi innovativi di controllo delle emissioni derivanti dal settore dei trasporti.

Dal Comune vengono stanziati 1,7 milioni di euro, mentre i restanti 1,5 milioni di euro vengono finanziati dalla Regione.





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