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CCNL trasporti e logistica: tutte le novità 2026 su stipendi, premi e benefit
Stipendi, benefit e detassazione: cosa cambia davvero nelle buste paga del settore


Non si può non sapere

CCNL trasporti e logistica: tutte le novità 2026 su stipendi, premi e benefit

6 Febbraio 2026

Il CCNL trasporti e logistica entra in vigore dal 1° gennaio 2026 con un pacchetto di aggiornamenti che incidono in modo diretto e strutturale sulla retribuzione dei lavoratori del settore. Le misure derivano dal rinnovo del contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria e si applicano sia al personale viaggiante sia al personale non viaggiante, senza distinzioni di principio sul perimetro soggettivo.

L’impianto del rinnovo punta a rafforzare la componente fissa delle buste paga, affiancandole a strumenti variabili e fiscali già presenti nell’ordinamento, con l’obiettivo di rendere più attrattivo un comparto caratterizzato da elevata intensità operativa, turnazioni complesse e crescente pressione competitiva. La mensilità di gennaio 2026 recepisce i nuovi importi attraverso l’aggiornamento delle voci retributive in essere, secondo le modalità applicative previste dal contratto, consolidando immediatamente gli incrementi nei minimi contrattuali.

Aumenti salariali strutturali: livelli e importi a confronto

Il rinnovo introduce una nuova tranche di aumenti retributivi consolidati, differenziati in base ai livelli di inquadramento.

Per il personale viaggiante, gli incrementi mensili previsti sono:

  • C3: 40,15 euro;
  • B3: 40,00 euro;
  • A3: 39,85 euro;
  • F2: 38,95 euro;
  • E2: 38,80 euro;
  • D2: 38,65 euro;
  • H1: 37,45 euro;
  • G1: 37,30 euro.

Per i livelli I gli aumenti oscillano tra 33,09 e 34,89 euro, mentre per la classe L variano da 33,09 a 35,79 euro.

Per il personale non viaggiante, la revisione è più articolata e valorizza le diverse professionalità previste dal contratto:

  • Livello Q: 51,21 euro;
  • Livello 1: 48,18 euro;
  • Livello 2: 44,24 euro;
  • Livello 3s: 40,00 euro;
  • Livello 3: 38,79 euro;
  • Livello 4: 36,97 euro;
  • Livello 4j: 36,06 euro;
  • Livello 5: 35,15 euro;
  • Livello 6: 33,03 euro.

Gli importi incidono in modo permanente sulla retribuzione mensile, rafforzando la base salariale e riducendo il peso delle componenti variabili non strutturali.

Premi di risultato, fringe benefit e detassazioni: come cambia il mix retributivo

Accanto agli aumenti stipendiali, il CCNL conferma la possibilità di ricorrere a premi di risultato legati a obiettivi di produttività, efficienza o qualità. Dal punto di vista fiscale, tali premi possono beneficiare di tassazione agevolata e, in presenza di specifiche condizioni normative e di accordi aziendali o territoriali di secondo livello, può trovare applicazione un’aliquota ridotta fino all’1%. L’agevolazione non è automatica e resta subordinata ai requisiti di legge, ai limiti di reddito e alla corretta strutturazione degli accordi.

Per il 2026 restano inoltre confermate le soglie di esenzione dei fringe benefit: 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori e 2.000 euro annui per chi ha figli fiscalmente a carico. Rientrano tra i benefit agevolati buoni spesa, rimborsi per utenze domestiche e altri strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro. Completa il quadro la detassazione di straordinari, lavoro notturno e festivo, misura di natura fiscale e non contrattuale, applicabile nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa vigente e dagli accordi aziendali.

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