Il CCNL trasporti e logistica entra in vigore dal 1° gennaio 2026 con un pacchetto di aggiornamenti che incidono in modo diretto e strutturale sulla retribuzione dei lavoratori del settore. Le misure derivano dal rinnovo del contratto collettivo nazionale sottoscritto dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria e si applicano sia al personale viaggiante sia al personale non viaggiante, senza distinzioni di principio sul perimetro soggettivo.
L’impianto del rinnovo punta a rafforzare la componente fissa delle buste paga, affiancandole a strumenti variabili e fiscali già presenti nell’ordinamento, con l’obiettivo di rendere più attrattivo un comparto caratterizzato da elevata intensità operativa, turnazioni complesse e crescente pressione competitiva. La mensilità di gennaio 2026 recepisce i nuovi importi attraverso l’aggiornamento delle voci retributive in essere, secondo le modalità applicative previste dal contratto, consolidando immediatamente gli incrementi nei minimi contrattuali.
Il rinnovo introduce una nuova tranche di aumenti retributivi consolidati, differenziati in base ai livelli di inquadramento.
Per il personale viaggiante, gli incrementi mensili previsti sono:
Per i livelli I gli aumenti oscillano tra 33,09 e 34,89 euro, mentre per la classe L variano da 33,09 a 35,79 euro.
Per il personale non viaggiante, la revisione è più articolata e valorizza le diverse professionalità previste dal contratto:
Gli importi incidono in modo permanente sulla retribuzione mensile, rafforzando la base salariale e riducendo il peso delle componenti variabili non strutturali.
Accanto agli aumenti stipendiali, il CCNL conferma la possibilità di ricorrere a premi di risultato legati a obiettivi di produttività, efficienza o qualità. Dal punto di vista fiscale, tali premi possono beneficiare di tassazione agevolata e, in presenza di specifiche condizioni normative e di accordi aziendali o territoriali di secondo livello, può trovare applicazione un’aliquota ridotta fino all’1%. L’agevolazione non è automatica e resta subordinata ai requisiti di legge, ai limiti di reddito e alla corretta strutturazione degli accordi.
Per il 2026 restano inoltre confermate le soglie di esenzione dei fringe benefit: 1.000 euro annui per la generalità dei lavoratori e 2.000 euro annui per chi ha figli fiscalmente a carico. Rientrano tra i benefit agevolati buoni spesa, rimborsi per utenze domestiche e altri strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro. Completa il quadro la detassazione di straordinari, lavoro notturno e festivo, misura di natura fiscale e non contrattuale, applicabile nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa vigente e dagli accordi aziendali.
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