Nuove strategie logistico-commerciali emergono tra le aziende italiane: l'opzione Ex Works guadagna terreno, orientando il mercato verso dinamiche internazionali innovative




Outsourcing

Gestione logistica export: sempre più imprese adottano la formula contrattuale Ex Works

1 Aprile 2024

Nell’anno appena trascorso, una tendenza rilevante ha attraversato il tessuto produttivo delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, segnando un cambiamento significativo nelle strategie di esportazione delle aziende manifatturiere locali.
Il 75% delle imprese ha optato per affidare ai propri clienti internazionali la gestione completa del trasporto delle merci, adottando la formula contrattuale Ex Works.
Questa scelta, che nel 2022 coinvolgeva il 55% delle aziende, si traduce in un trasferimento di costi e rischi al compratore, implicando una riduzione delle opportunità per il settore logistico nazionale.

La svolta Ex Works

L’adozione crescente dell’Ex Works da parte delle imprese esportatrici italiane comporta un impatto non trascurabile sul settore logistico del Paese.
La decisione di delegare al cliente estero l’intero processo di trasporto favorisce l’ingaggio di operatori logistici non italiani, causando una diminuzione di lavoro per gli operatori nazionali e limitando le loro potenzialità di sviluppo.
Questa tendenza è stata evidenziata dallo studio “Corridoi ed efficienza logistica dei territori – Edizione 2023”, realizzato da Contship e Srm, che ha analizzato le implicazioni della digitalizzazione, dell’intermodalità e dell’Ex Works sul settore.

Effetti sul settore logistico

Nonostante il panorama descritto, emerge un segnale positivo relativo all’intermodalità, ovvero l’utilizzo integrato di diversi mezzi di trasporto (marittimo, ferroviario e su gomma) che registra un lieve incremento.
L’impiego di questa soluzione logistica rimane però limitato, con solo il 20% delle aziende intervistate che ne fa uso per trasferire le merci dal porto all’azienda.
Per stimolare una maggiore adozione dell’intermodalità, le aziende suggeriscono la necessità di ridurre i costi del trasporto ferroviario, garantire maggiori certezze sui tempi di consegna e aumentare la frequenza dei servizi.

Dal punto di vista delle rotte commerciali, Genova si conferma il porto principale per le attività di export ed import delle aziende italiane coinvolte nello studio. L’Europa rimane la destinazione privilegiata per le esportazioni marittime, seguita da vicino da Asia e America del Nord.
L’import, invece, vede l’Asia come principale mercato di approvvigionamento, con una menzione speciale per Cina e India.

La digitalizzazione emerge come elemento cruciale per la supply chain delle aziende italiane, sebbene gli investimenti in questo ambito si concentrino principalmente in aree aziendali specifiche.
Nonostante una generale consapevolezza dell’importanza della digitalizzazione, la sua implementazione olistica rimane un traguardo ancora lontano per la maggior parte delle imprese.

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