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Warehouse 5.0, la logistica cambia il ruolo dei magazzini
Dai dati LIUC su Varese al Warehouse 5.0: magazzini, territorio e sostenibilità


Sistemi di Magazzino

Warehouse 5.0, la logistica cambia il ruolo dei magazzini

7 Luglio 2026 Warehouse 5.0, la logistica cambia il ruolo dei magazzini

La provincia di Varese conta 68 magazzini logistici, per una superficie coperta complessiva di 718.907 metri quadrati. Il dato emerge dall’Atlante della Logistica elaborato dalla LIUC-Università Cattaneo e offre una fotografia utile per leggere l’evoluzione del settore in un territorio caratterizzato da manifattura, infrastrutture e vicinanza con l’aeroporto di Malpensa.

La componente più numerosa è rappresentata dai Logistics Center: 48 strutture per oltre 501 mila metri quadrati, a servizio sia delle imprese manifatturiere sia degli operatori logistici. Seguono 17 Transit Point, utilizzati soprattutto da corrieri espressi ed e-commerce, e tre grandi centri di distribuzione destinati al retail e alla grande distribuzione.

Dal capannone alla piattaforma tecnologica

Il dato dimensionale racconta solo una parte del cambiamento. La trasformazione più rilevante riguarda la funzione stessa del magazzino, sempre meno assimilabile a un semplice spazio di stoccaggio e sempre più vicino a una piattaforma tecnologica integrata nella supply chain.

È in questo contesto che si inserisce il concetto di Warehouse 5.0, modello che combina tecnologie avanzate, sostenibilità ambientale e centralità della persona. Robot collaborativi, AGV, shuttle, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio in tempo reale stanno modificando processi, competenze e organizzazione del lavoro all’interno dei magazzini.

L’obiettivo non è soltanto aumentare l’efficienza operativa, ma anche ridurre le attività più pesanti, ripetitive o a basso valore aggiunto. Questo passaggio comporta però un’evoluzione delle figure professionali: il lavoro in magazzino richiede sempre più capacità di interagire con software, sistemi automatizzati e tecnologie di controllo.

Pianificazione territoriale e impatti logistici

La crescita della logistica porta con sé anche criticità operative e territoriali. Tra i temi più rilevanti rientrano consumo di suolo, traffico generato, emissioni e compatibilità con i contesti urbani e produttivi. Per questo, il nodo non riguarda solo la modernizzazione degli edifici, ma anche la loro localizzazione.

La presenza di magazzini vicino a infrastrutture adeguate può contribuire a migliorare l’efficienza delle filiere e a ridurre alcune esternalità negative. Al contrario, insediamenti collocati in aree non coerenti con i flussi logistici possono generare congestione, impatti ambientali e conflitti con il territorio.

Il ruolo di Malpensa e l’ipotesi ZLS

Nel quadro va considerata anche la proposta del presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini, di integrare nel sedime di Malpensa una Zona Logistica Semplificata. L’aeroporto rappresenta già un asset strategico per il Nord Italia e una ZLS potrebbe rafforzarne l’attrattività, favorendo investimenti, intermodalità e competitività delle filiere.

La condizione centrale resta però la pianificazione. La logistica 5.0 non si misura solo sulla qualità tecnologica dei magazzini, ma anche sulla capacità di inserirli in modo coerente nei sistemi territoriali, produttivi e infrastrutturali.

In questa prospettiva, il magazzino non è più soltanto un luogo di deposito, ma un nodo operativo capace di incidere su efficienza, sostenibilità, lavoro e sviluppo industriale. La sfida per il settore è quindi trasformare la logistica da possibile fattore di pressione territoriale a leva di sviluppo sostenibile e competitivo.

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