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Piemonte, il vero costo della logistica è nelle inefficienze operative
TP Trasporti Pesanti: nei distretti piemontesi pesano più inefficienze e tempi morti che le distanze percorse


24 Giugno 2026

Piemonte, il vero costo della logistica è nelle inefficienze operative

Piemonte, il vero costo della logistica è nelle inefficienze operative

(Comunicato stampa)

Il trasporto merci non incide solo sui costi logistici, ma sulla capacità produttiva del territorio. In Piemonte, regione in cui l’industria rappresenta oltre il 20% del valore aggiunto (fonte: Istat) e più dell’85% delle merci viaggia su strada (elaborazioni su dati Istat e Conto Nazionale Infrastrutture Trasporti), inefficienze operative come tempi di attesa, frammentazione dei flussi e difficoltà di coordinamento tra produzione e logistica incidono sempre più sull’efficienza delle imprese, soprattutto PMI. È quanto sostiene un’analisi di TP – Trasporti Pesanti (Gruppo Storti), azienda attiva nella logistica e nel trasporto merci su strada e intermodale con circa 800 mezzi di proprietà, elaborata sulla base di dati interni, elaborazioni su fonti pubbliche e fonti di settore.

Filiera frammentata e viaggi a vuoto

Il tessuto produttivo piemontese è composto in larga parte da Pmi, che rappresentano oltre il 90% del totale (fonte: Unioncamere). In tale scenario, molti flussi logistici si sviluppano su tratte medio-brevi, dove emergono inefficienze legate a spedizioni frammentate e limitata integrazione lungo la filiera. Una dinamica coerente con un fenomeno più ampio a livello europeo: circa il 20% dei chilometri percorsi dai mezzi pesanti è effettuato a vuoto, quota che in Italia può salire al 23–25% (Osservatorio Logistics 4.0, Politecnico di Milano), con conseguenze su percorrenze, tempi di attesa e variabilità delle consegne. A questo si aggiunge la tendenza delle aziende a ridurre le scorte di magazzino, aumentando frequenza e frammentazione delle spedizioni, soprattutto nelle filiere manifatturiere più rapide e distribuite.

Traffico e costi sulle tratte locali

In ambito urbano e periurbano, la congestione incide sui tempi di consegna e sulla prevedibilità delle percorrenze verso poli produttivi e distretti industriali. Secondo elaborazioni su dati INRIX e TomTom Traffic Index, Torino è tra le principali aree urbane italiane per ore perse nel traffico, con effetti che si riflettono sull’intero sistema logistico regionale, dai collegamenti verso Novara e Alessandria fino ai distretti manifatturieri di Cuneo, Biella, Asti e Vercelli. Si somma inoltre la componente dei costi operativi: il carburante rappresenta tra il 25% e il 35% dei costi di esercizio del trasporto su gomma (fonti di settore) e risente direttamente di percorrenze non ottimizzate, soste prolungate e bassa saturazione dei mezzi.

Pianificazione, saturazione e gestione dei flussi

Nel modello produttivo piemontese, caratterizzato da filiere corte e produzioni su commessa, la frequenza delle spedizioni ha aumentato complessità e variabilità della pianificazione, con richieste spesso urgenti e difficoltà nella gestione degli slot di carico e scarico. In molti casi, il principale fattore di costo non è la distanza, bensì l’organizzazione del flusso, che determina l’efficienza del trasporto. Secondo TP – Trasporti Pesanti, specializzato nel trasporto a carico completo (Full Truck Load – FTL), la saturazione dei mezzi rappresenta uno degli elementi chiave dell’efficienza operativa. La saturazione media della flotta stradale può aumentare significativamente attraverso pianificazione, ottimizzazione dei percorsi e presidio commerciale territoriale – nel caso di TP, ad esempio, dall’83% del 2024 a oltre il 90% nel 2026. Inoltre, la prossimità geografica tra clienti, punti di carico e destinazioni può contribuire a ridurre i chilometri a vuoto e migliorare l’efficienza dei flussi logistici.

“Nei distretti industriali la logistica viene spesso considerata un costo a basso valore aggiunto – afferma Massimo Storti, Chief Operating Officer (COO) di TP – Trasporti Pesanti – ma è in realtà una variabile che incide direttamente sulla effettiva presenza sul mercato delle aziende. Anche su tratte brevi, frammentazione dei carichi, tempi di attesa e scarsa integrazione dei flussi generano inefficienze spesso invisibili, ma che si riflettono concretamente sui margini e sulla competitività delle imprese. In questo senso il Piemonte rappresenta un caso emblematico, sia per i limiti strutturali sia per le potenzialità di efficientamento del sistema logistico.”





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