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Furto alla Snatt di Reggio Emilia: colpo organizzato nel polo logistico di Mancasale
Assalto notturno al magazzino Snatt: rubati capi firmati e strade bloccate con veicoli rubati


Trasporti Nazionali e Internazionali

Furto alla Snatt di Reggio Emilia: colpo organizzato nel polo logistico di Mancasale

24 Maggio 2026 Furto alla Snatt di Reggio Emilia: colpo organizzato nel polo logistico di Mancasale

Il polo logistico di Mancasale, a Reggio Emilia, torna al centro della cronaca dopo un nuovo assalto notturno ai danni di un magazzino di Snatt Logistica, operatore con diverse strutture distribuite sul territorio provinciale. Il colpo, avvenuto nella notte del 18 maggio, presenta dinamiche quasi sovrapponibili a quelle registrate poche settimane fa alla manifattura San Maurizio. Un dettaglio che gli investigatori stanno osservando con attenzione perché suggerisce modalità operative consolidate e una pianificazione accurata.

Nel mirino della banda sono finiti ancora una volta capi d’abbigliamento firmati custoditi all’interno del deposito. Il valore della merce sottratta è in fase di quantificazione, ma dalle prime informazioni emerge la presenza di prodotti riconducibili a marchi come Armani e Cisalfa. La scelta della merce non sembra casuale: si tratta di articoli facilmente ricollocabili sul mercato parallelo, con elevata marginalità e movimentazione rapida.

Veicoli rubati, chiodi e schiuma: la logistica del furto

L’azione è stata costruita con un livello di coordinamento che ricorda tecniche da criminalità specializzata. Prima dell’assalto, i ladri si sono impossessati di diversi veicoli rubati nella Bassa reggiana, alcuni appartenenti a residenti di Cadelbosco di Sopra, Cadelbosco di Sotto e Villa Sesso. I mezzi sono stati poi utilizzati per bloccare le strade d’accesso all’area industriale, rallentando eventuali interventi delle forze dell’ordine.

Non solo. Lungo le vie di accesso sono stati disseminati chiodi e spruzzata schiuma, elementi che confermano la presenza di un piano studiato nei dettagli. Successivamente il gruppo ha utilizzato un furgone come ariete per sfondare il cancello del magazzino. Una tecnica già vista in altri assalti ai poli logistici del Nord Italia e che evidenzia un cambio di scala nelle intrusioni ai danni della supply chain.

La segnalazione alla polizia è arrivata intorno alle quattro del mattino. Sul posto sono intervenuti gli agenti insieme alla scientifica, mentre gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere presenti nella zona industriale.

Sicurezza dei magazzini, cresce la pressione sulla supply chain

L’episodio riaccende il tema della sicurezza nei magazzini logistici italiani, soprattutto nei poli che gestiscono abbigliamento premium ed elettronica. I gruppi criminali puntano sempre più spesso su strutture con elevata rotazione merci, sfruttando finestre operative notturne e la vicinanza alle grandi direttrici autostradali.

Nel caso di Mancasale colpisce soprattutto la capacità organizzativa della banda. Bloccare le strade, predisporre diversivi e coordinare più mezzi richiede uomini, tempi e conoscenza preventiva dell’area. Elementi che spingono a riflettere sulla vulnerabilità delle infrastrutture logistiche periferiche, spesso presidiate con sistemi adeguati contro intrusioni tradizionali ma meno preparate a fronteggiare azioni paramilitari di breve durata.

Sul posto sono arrivati anche alcuni proprietari delle auto rubate utilizzate per sbarrare gli accessi. D. M. ha raccontato di aver scoperto soltanto al mattino il furto della propria Fiat 500L, ritrovata poi davanti al magazzino assaltato. Un dettaglio che fotografa bene la rapidità dell’operazione e il coinvolgimento involontario di cittadini estranei ai fatti.

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