Questo sito richiede JavaScript per funzionare correttamente. Si prega di abilitare JavaScript nel browser e ricaricare la pagina.
La logistica che cambia: AI, persone e gli errori che frenano i magazzini
AI, persone e modelli operativi: i veri fattori che stanno trasformando il magazzino


Podcast

La logistica che cambia: AI, persone e gli errori che frenano i magazzini

30 Aprile 2026

Ascolta “Logistica e magazzino: cosa sta cambiando davvero? AI, persone e errori da evitare | Ep. 04 St. 03” su Spreaker.

Questo approfondimento prende forma da un estratto della puntata 4 della stagione 3 di Logisticamente On Air. Il contributo di Damiano Frosi, Direttore Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, introduce un dato che merita attenzione: l’intelligenza artificiale è presente in circa il 30% delle realtà logistiche, spesso in forma embrionale.

Il punto non è la disponibilità tecnologica. Le soluzioni esistono e sono accessibili. Il limite emerge nell’integrazione con i processi operativi. In molti magazzini l’AI resta confinata a sperimentazioni isolate, senza impatto diretto su produttività e servizio. Si osservano algoritmi previsionali non collegati ai flussi di picking, o strumenti di analisi dati utilizzati solo a livello direzionale. Questo genera una frattura tra potenziale e applicazione. Le aziende che iniziano con casi d’uso circoscritti, misurabili, mostrano invece una curva di apprendimento più rapida e concreta.

Scelte tecnologiche: quando il modello blocca l’evoluzione

Nel confronto emerge il punto di vista di Federico Bernieri, Sales Director di Generix Group, che sposta l’attenzione sul modello. La distinzione tra SaaS e on-premise non è un dettaglio tecnico, ma una leva strategica.

Si incontrano ancora realtà con sistemi fortemente personalizzati, difficili da aggiornare e poco predisposti a integrare nuove funzionalità, incluse quelle legate all’intelligenza artificiale. In altri casi, l’adozione di piattaforme cloud avviene senza un ridisegno dei processi, con il risultato di replicare inefficienze esistenti. Il problema, quindi, non riguarda la tecnologia scelta, ma la coerenza tra strumento, organizzazione e obiettivi operativi. Senza questo allineamento, ogni investimento tende a perdere efficacia nel tempo.

Il fattore umano: produttività e coinvolgimento

Il contributo di Pierangelo Leone, Logistic Manager di ARaymond, riporta il focus su un elemento concreto: la gestione delle persone in contesti operativi ripetitivi. Nei magazzini, mantenere un livello costante di attenzione e motivazione non è scontato.

Chi gestisce team operativi lo riscontra ogni giorno. L’abbassamento del coinvolgimento si traduce in errori, rallentamenti, calo della qualità. Alcune aziende stanno introducendo leve semplici ma efficaci: visualizzazione in tempo reale delle performance, micro-obiettivi giornalieri, rotazione delle attività per ridurre la monotonia. Non sono interventi strutturali, ma incidono direttamente sulla stabilità dei risultati.

Layout e progettazione: il costo nascosto delle scelte errate

Stefano Bianchi, Founder Ab Coplan, richiama due aspetti spesso sacrificati: ergonomia e sicurezza. Nei progetti di magazzino, la pressione sulla capacità di stoccaggio porta a comprimere spazi e funzioni.

Le conseguenze si manifestano nel tempo. Percorsi più lunghi, movimenti non ottimizzati, incremento degli infortuni. Anche pochi secondi in più per ciclo operativo, moltiplicati per centinaia di missioni al giorno, generano inefficienze misurabili. Una progettazione più attenta riduce questi effetti, migliorando sia la produttività sia la sostenibilità operativa.

Provider logistici: un ruolo che cambia sul campo

Secondo Andrea Tognetti, Continuous Improvement & Project Leader di MM Operations, il mercato richiede provider capaci di adattarsi rapidamente. Flessibilità e proattività diventano condizioni operative, non elementi distintivi.
La variabilità della domanda, l’aumento delle referenze e la pressione sui tempi di consegna impongono risposte rapide. I fornitori logistici sono sempre più coinvolti nella definizione delle soluzioni, non solo nella loro esecuzione. Questo comporta una maggiore integrazione informativa e una revisione dei modelli contrattuali.

Competenze: una selezione già visibile

Il quadro si completa con l’analisi di Paolo Azzali, direttore di Logisticamente. Le competenze si stanno redistribuendo in modo evidente.
Le attività intermedie, ripetitive o standardizzabili, tendono a ridursi. Cresce invece la richiesta di figure capaci di intervenire sui sistemi, leggere i dati e gestire eccezioni operative. Nei magazzini più evoluti si osserva già questa polarizzazione: meno ruoli generici, maggiore specializzazione. È un cambiamento progressivo, ma concreto.

Questo articolo sintetizza i principali spunti emersi. Per cogliere il confronto diretto tra i protagonisti e il contesto completo delle riflessioni, l’ascolto integrale della puntata 4 della stagione 3 di Logisticamente On Air consente una lettura più approfondita dei fenomeni descritti.

🔔 Iscriviti alla nostra newsletter gratuita e al nostro canale di Spotify per non perdere le prossime puntate!

Se vuoi essere presente nella prossima puntata del podcast e conoscere i costi e tutte le informazioni, scrivi a commerciale@logisticamente.it





A proposito di Podcast