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Caporalato nella logistica: confiscati 118 immobili per 16 milioni
Maxi confisca della Guardia di Finanza di Pavia: smantellato un impero costruito su caporalato e frode fiscale


Non si può non sapere

Caporalato nella logistica: confiscati 118 immobili per 16 milioni

16 Marzo 2026

Una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel contrasto alle infiltrazioni criminali nella supply chain italiana si è conclusa con una confisca definitiva di beni per 16 milioni di euro. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia hanno eseguito il provvedimento che sottrae allo Stato un patrimonio composto da 118 immobili di pregio e numerosi asset finanziari, riconducibili a un imprenditore operante nel settore logistico.

La decisione arriva dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha confermato la pericolosità sociale del soggetto, rendendo irrevocabile la misura di prevenzione patrimoniale. I beni, precedentemente sequestrati nel 2022, vengono ora acquisiti definitivamente al patrimonio pubblico. L’uomo, formalmente residente in Svizzera ma operativo nei principali hub logistici italiani, è stato indicato dagli inquirenti come il vertice di un sistema criminale capace di accumulare ricchezze attraverso lo sfruttamento del lavoro e un articolato sistema di frodi fiscali.

Caporalato e frode fiscale: come funzionava il sistema

L’indagine della Procura di Pavia, avviata nel 2019, ha portato alla luce un’organizzazione dedita all’intermediazione illecita di manodopera e allo sfruttamento dei lavoratori, operativa all’interno della filiera logistica. Il gruppo utilizzava un reticolo di società che gestivano la movimentazione delle merci in grandi poli logistici nazionali, alterando il mercato attraverso evasione fiscale e compressione sistematica dei diritti dei lavoratori.

Secondo gli investigatori, il sistema si basava su alcuni elementi ricorrenti:

  • utilizzo di società collegate operanti nel settore della logistica;
  • impiego di manodopera sfruttata tramite intermediazione illecita;
  • evasione fiscale sistematica;
  • utilizzo di società intestate a prestanome o con sede all’estero;
  • riciclaggio dei proventi attraverso investimenti immobiliari e strumenti finanziari.

Questo meccanismo ha consentito per anni all’organizzazione di accumulare un patrimonio rilevante, distorcendo la concorrenza nel mercato logistico e penalizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.

118 immobili tra località turistiche e grandi città

Il patrimonio confiscato racconta con chiarezza la dimensione economica del sistema criminale smantellato. I 118 immobili sottratti all’imprenditore comprendono appartamenti di pregio e terreni situati in alcune delle località più richieste del turismo italiano.

Tra le destinazioni individuate figurano:

  • Lago di Garda
  • La Thuile e Sestriere, rinomate località alpine
  • la Riviera di Levante ligure

Le proprietà risultano distribuite tra le province di Milano, Brescia, Genova, Aosta e Lodi. A completare il quadro patrimoniale si aggiungono una polizza assicurativa superiore al milione di euro e diversi conti correnti, anch’essi destinati a essere incamerati dall’Erario.

Gli accertamenti hanno evidenziato un imprenditore con un profilo giudiziario già segnato da condanne definitive per reati contro la Pubblica Amministrazione e frodi fiscali, elementi che hanno contribuito alla valutazione della sua elevata pericolosità sociale.

Difendere la concorrenza in un settore strategico

L’operazione rappresenta un segnale significativo per un settore che negli ultimi anni è diventato sempre più strategico per l’economia nazionale. La logistica moderna, infatti, si sviluppa attorno a grandi hub e reti di movimentazione merci che richiedono investimenti elevati e catene di subfornitura complesse.

Proprio questa complessità rende il comparto vulnerabile a fenomeni come:

  • caporalato e sfruttamento del lavoro
  • frodi fiscali strutturate
  • infiltrazioni criminali nelle società di servizi logistici

Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza di Pavia, la confisca non rappresenta solo un risultato investigativo, ma anche un intervento di giustizia economica e tutela della concorrenza. Le ricchezze accumulate illecitamente vengono infatti restituite alla collettività, contribuendo a rafforzare la legalità in un settore che rappresenta una infrastruttura fondamentale dell’economia reale.

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