Trend
14 Ottobre 2019
Chi gestisce l’inventario nel settore della moda deve, in un certo senso, avere anche doti di preveggenza, per capire quali saranno gli stili di abbigliamento che faranno raggiungere le migliori performance, soprattutto per scongiurare l’incubo della sovrabbondanza di scorte.
Oggi viene in loro aiuto l’intelligenza artificiale.
Analizzando una serie di dati, infatti, è possibile avere delle risposte accurate, non solo mercato per mercato ma addirittura negozio per negozio.
Ne è un esempio il software sviluppato dalla startup torinese Evo, che utilizza diversi tipi di dati, come lo storico delle vendite, i trend globali, il meteo, per prevedere in che modo diversi stili di abbigliamento performeranno in vari mercati, o anche in singoli negozi.
In soli sei anni, Evo ha già raggiunto importanti traguardi, raggiungendo anche la pubblicazione sul portale della Harvard Business School con il case study di Miroglio, azienda italiana leader nel settore della moda e tessile, tra le prime a credere in Evo per risolvere il problema della domanda instabile nel settore della moda.
Con questo tipo di analisi predittiva, le maison, ma non solo, possono essere aiutate per pianificare al meglio la produzione, l’assortimento, i prezzi, le promozioni, perché, come dice Evo, quello che è successo l’anno prima ha già perso il suo potere di previsione in un mondo in continuo cambiamento.
Diventano fondamentali, quindi, strumenti che utilizzino dati sempre più aggiornati e precisi.