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Come spedire l’olio d’oliva? Le regole per una consegna perfetta
La qualità del prezioso oro nero lo rende uno dei prodotti più richiesti anche all’estero


Servizi e accessori per il trasporto

Come spedire l’olio d’oliva? Le regole per una consegna perfetta

17 Novembre 2017

Una delle fonti di ricchezza del nostro Paese è costituita dall’export di prodotti agroalimentari made in Italy. Nel 2024, secondo Nomisma Agrifood Monitor, il valore complessivo ha superato i 64 miliardi di euro, con l’olio extravergine di oliva tra i protagonisti. L’Italia si conferma il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, e l’olio EVO continua a rappresentare un simbolo della dieta mediterranea e della tradizione del Sud Italia.
Negli ultimi anni la domanda internazionale di olio extravergine d’oliva è cresciuta soprattutto in Germania, Francia, Stati Uniti e Giappone, mercati in cui il consumatore riconosce il valore qualitativo e salutistico del prodotto italiano. Questa tendenza si accompagna a una maggiore attenzione alla tracciabilità e alla sostenibilità, con i buyer internazionali che richiedono sempre più spesso certificazioni biologiche, DOP e IGP.

L’imballaggio perfetto per spedire l’olio

Un aspetto decisivo per la riuscita di una spedizione è la scelta dell’imballaggio perfetto. L’olio d’oliva, per le sue caratteristiche fisiche, necessita di contenitori resistenti e sicuri: le lattine metalliche da 3, 5 o 10 litri sono preferite perché proteggono dalla luce e dagli urti, oltre a essere facili da impilare nei cartoni. Le bottiglie di vetro sono ideali per spedizioni più piccole o di pregio, ma richiedono ulteriori protezioni anti-rottura come divisori e polistirolo sagomato. Per grandi volumi si ricorre a bag-in-box o fusti alimentari, che garantiscono lunga conservazione e riduzione dei costi di movimentazione. Qualunque sia la tipologia scelta, è fondamentale adottare cartoni rinforzati a doppia onda, riempitivi antiurto e sigilli di garanzia per preservare la qualità del prodotto.

Normative per spedire olio in Italia, UE ed extra-UE

La spedizione dell’olio è regolata da normative precise. In Italia valgono le disposizioni generali sul trasporto di alimenti previste dal Regolamento CE 852/2004, con attenzione a igiene e sicurezza dei materiali di imballaggio. Nell’Unione Europea, oltre al Reg. UE 1169/2011 sull’etichettatura e al Reg. UE 2022/2104 contro le frodi alimentari, è obbligatorio garantire la tracciabilità completa della filiera. Diverso il discorso per le spedizioni extra-UE, che richiedono documenti doganali aggiuntivi (fattura commerciale, certificato di origine, certificati sanitari) e, in alcuni Paesi, l’iscrizione del produttore in registri nazionali di importatori autorizzati. Negli Stati Uniti l’importazione è gestita dalla FDA, mentre in Giappone esistono controlli rigorosi su standard qualitativi e residui chimici.

Tracciabilità e logistica sostenibile

La tracciabilità delle spedizioni rimane fondamentale: grazie a sistemi di tracking avanzati è possibile monitorare in tempo reale ogni fase del trasporto, riducendo i rischi di furti, smarrimenti e contaminazioni.
Sempre più aziende stanno investendo in logistica sostenibile: dall’uso di imballaggi riciclabili e biodegradabili, al ricorso a modalità di trasporto intermodale che riducono le emissioni di CO₂. Questi aspetti sono ormai diventati fattori competitivi anche per i piccoli produttori che vogliono distinguersi sui mercati esteri.

L’Italia, dunque, non esporta soltanto un prodotto, ma un insieme di valori legati a qualità, tradizione e sostenibilità. Spedire l’olio extravergine di oliva significa valorizzare uno dei simboli più autentici del made in Italy, garantendone l’integrità fino al consumatore finale.

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