Dai contratti alla formazione nelle scuole, l’analisi emerge dagli operatori intervenuti a Bilog




Outsourcing

Intermodalità: l’occupazione c’è ma va rivista l’organizzazione del lavoro

17 Febbraio 2017

Si litiga sul personale specializzato nel settore della logistica.

Succede in occasione della Biennale della Logistica, dove Mauro Pessano,
amministratore delegato dell’operatore Captrain, lancia l’allarme occupazionale nel settore in occasione della sessione organizzata da Fercargo.
Gli ha fatto eco Gino Maioli, presidente dell’Interporto di Dinazzano
che commenta come sia assurdo contendersi macchinisti e altro
personale, senza porre la questione della formazione di personale
specializzato.

“Penso che la scuola pubblica dovrebbe pensare a questo problema – dice
infatti Maioli – inserendo dei corsi specifici per questo settore:
guardando l’età media dei nostri macchinisti, credo che il problema si
porrà molto presto.
L’altro aspetto è quello del contratto, che credo vada unificato, così come è successo nel settore marittimo,
elaborando un’organizzazione del lavoro che più che guardare al modello
dell’incumbent nel settore ma piuttosto tenga conto del futuro dei nostri giovani“.

Sul contratto, Giancarlo Laguzzi, presidente dk Fercargo sottolinea che oggi tra gli operatori privati del settore ferroviario merci ci sono quattro contratti di lavoro diversi.
“Un unico contratto è giusto, ma non ci deve mettere in una posizione
di svantaggio rispetto all’autotrasporto, e non lo dico per fare più
soldi, ma per fare più treni”.
Sulla forte offerta di posti di lavoro del settore logistico,
ma anche sulla mancanza di una formazione adeguata, è tornato anche
Paolo Gaetano Bisogni, presidente dell’Ailog, l’associazione dei
caricatori, che ha indicato questa tematica come una delle più sentite
dai clienti della logistica.





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