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13 Giugno 2018

Un monolito di nome magazzino

Ho sempre pensato che un magazzino che si presenta “brutto” non può essere un buon magazzino: se è sporco e disordinato, è difficile che non risulti anche poco sicuro, poco ergonomico e poco efficiente.
Devo dire che, nel tempo, non ho avuto modo di ricredermi, anzi, in realtà, ho scoperto che spesso anche dietro a un magazzino bello si nascondono insidie a non finire.

Uno dei maggiori difetti è quello del sistema monolitico.
Qualunque magazzino è un sistema articolato, che svolge numerose attività e deve gestire diverse tipologie di materiali.
Ogni magazzino è attraversato da flussi diversi per intensità, frequenza e percorso.
Ogni tentativo di risolvere un magazzino (problema complesso) con un solo sistema di handling (soluzione semplice) è destinato al fallimento, qualsiasi sia il sistema scelto.
Una volta che crediamo di aver individuato la soluzione che fa per noi, ce ne innamoriamo e non vogliamo più abbandonarla.

Può essere una soluzione “inventata” da noi, oppure può essere la soluzione che ci ha presentato un fornitore particolarmente simpatico, esperto, abile.
Se per primo ha bussato alla nostra porta un fornitore di scaffalature, il nostro magazzino sarà un ginepraio di spalle, correnti, pianetti, possibilmente tutti uguali; se invece, chi ci ha convinto è un fornitore di carrelli elevatori, siamo certi che nel nostro magazzino sfrecceranno numerosi carrelli “top di gamma”.
I magazzini monolitici si riconoscono quasi subito perché sono tirati a lucido, ma dopo qualche minuto rivelano le rughe: scarsa efficienza complessiva delle attività di picking, scarsa saturazione complessiva dello stoccaggio.

Un magazzino moderno deve essere necessariamente la somma di più sistemi di movimentazione e stoccaggio che condividono un fabbricato e che insieme formano un layout equilibrato.
Per arrivare a questo è necessaria un’analisi approfondita dei costi e dei benefici delle diverse alternative possibili, tenendo conto non soltanto dei costi d’impianto e dei costi di esercizio, ma anche di una serie di altri parametri quali l’entità e la frequenza dei flussi, le caratteristiche fisiche dei materiali e delle unità di carico, il numero di codici da gestire, la selettività, i coefficienti di picco, l’incidenza delle attività di picking.