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18 Luglio 2018

Magazzino? Prato verde!

I progetti logistici di “reengineering” devono essere sviluppati tenendo conto di fabbricati già esistenti, con i relativi vincoli di forma, dimensioni, altezza, maglia dei pilastri.
In alcuni casi “privilegiati”, invece, si ha la fortuna di poter partire “da prato verde”.

Ragionando a freddo, imprenditori, manager, progettisti, si trovano tutti concordi nel ritenere che l’approccio ideale per progettare e realizzare un nuovo sito industriale sia quello d’individuare quali siano i processi principali, quali tecnologie saranno impiegate, quali spazi saranno necessari e quale sarà il layout, per procedere solo in un secondo tempo a definire le caratteristiche del fabbricato: in sintesi, definire prima il contenuto e poi il contenitore.
Nella realtà, purtroppo, accade esattamente il contrario: ovvero si progetta, e in molti casi addirittura si costruisce il fabbricato, quindi si cerca di sistemarci dentro nel miglior modo possibile tutto quanto servirà al nostro sito per funzionare: scaffalature, linee produttive, macchinari, impianti.

Le conseguenze di questo modo di operare sono purtroppo drammatiche:
pilastri in mezzo ai corridoi operativi,
mancato sfruttamento del volume in altezza, impianti di servizio che interferiscono con l’operatività, viabilità esterna che penalizza i mezzi pesanti nella manovra e attività di carico e scarico svolte senza spazi e attrezzature adeguate.

Cosa fare quindi?

  • Resistere alla tentazione di iniziare subito a costruire,
  • Investire un po’ di tempo nello sviluppare il progetto preliminare logistico,
  • Solo successivamente occuparsi del progetto civile e architettonico.

Sembrerebbe semplice.