La crescente instabilità geopolitica e la trasformazione dei flussi commerciali spingono la logistica internazionale verso supply chain più flessibili, con corridoi multimodali, connettività digitale e capacità di gestire percorsi alternativi sempre più centrali. È uno dei messaggi emersi dal FIATA World Congress 2026, svoltosi a Milano dal 6 al 9 ottobre nell’anno del centenario della International Federation of Freight Forwarders Associations.
Il congresso ha riunito operatori logistici, spedizionieri e rappresentanti istituzionali per affrontare le principali trasformazioni del commercio internazionale: dalla riorganizzazione delle supply chain alla digitalizzazione, fino alla sostenibilità e alla gestione dei rischi. In questo scenario, FIATA individua nella capacità di integrare modalità di trasporto, infrastrutture, procedure e dati una condizione sempre più importante per garantire continuità ai flussi di merci.
Il tema dell’intermodalità è entrato anche negli strumenti operativi presentati durante il congresso. FIATA ha infatti pubblicato il User Handbook on Multimodal Transport Corridors, una guida destinata agli spedizionieri per valutare i corridoi logistici sulla base di capacità infrastrutturale, prestazioni dei servizi, procedure commerciali e regolatorie e resilienza alle interruzioni.
La prima applicazione riguarda il Middle Corridor, la rotta transcaspica che collega Asia ed Europa attraverso Asia centrale, Mar Caspio, Caucaso meridionale e Turchia. L’obiettivo è fornire agli operatori criteri concreti per valutare tempi di transito, capacità disponibile, documentazione richiesta, colli di bottiglia e possibili alternative in caso di criticità.
La questione non riguarda soltanto nuove infrastrutture. FIATA richiama anche la necessità di migliorare l’interoperabilità tra sistemi digitali, documenti e normative dei diversi Paesi e modi di trasporto. In particolare, la frammentazione delle procedure e lo scarso scambio di dati possono generare ritardi e inefficienze anche in presenza di infrastrutture adeguate.
Il FIATA Market Report 2026, basato sulle risposte di 111 professionisti della logistica e delle spedizioni in 46 territori, individua le tensioni geopolitiche tra i fattori destinati a incidere maggiormente sul settore. Tra le priorità segnalate emergono resilienza, connettività, efficienza normativa e crescente utilizzo dei dati nella gestione delle operazioni.
Per FIATA, la resilienza non dipende quindi soltanto dalla disponibilità di capacità di trasporto. Servono infrastrutture connesse, procedure di frontiera efficienti, interoperabilità dei dati e alternative di instradamento che consentano agli operatori di reagire alle interruzioni senza compromettere la continuità dei flussi.
In questo quadro cambia anche il ruolo degli spedizionieri: dalla gestione del singolo trasporto verso un’attività più ampia di coordinamento tra modalità, corridoi, tecnologie e soggetti della supply chain. Una trasformazione che rende intermodalità e capacità di adattamento elementi sempre più legati alla competitività della logistica internazionale.
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