Nel dibattito sulla sostenibilità della logistica urbana, l’ultimo miglio rappresenta uno dei nodi più complessi. Tra congestione del traffico, emissioni e modelli occupazionali spesso precari, il settore della consegna urbana è diventato uno dei fronti più delicati della trasformazione delle supply chain cittadine. In questo scenario si inserisce So.De – Social Delivery, iniziativa nata a Milano tra il 2020 e il 2021 attraverso un crowdfunding civico che oggi rappresenta un esperimento concreto di logistica urbana sostenibile.
L’organizzazione conta circa trenta persone tra dipendenti e collaboratori e opera attraverso due hub logistici distribuiti sul territorio milanese, progettati per supportare attività di consegna dell’ultimo miglio. Il modello si basa sull’utilizzo di cargo bike per la distribuzione urbana, una soluzione sempre più diffusa nelle città europee per affrontare le criticità della distribuzione urbana delle merci. L’approccio adottato permette di ridurre traffico, emissioni e rumore, migliorando allo stesso tempo l’efficienza delle consegne nelle aree centrali, dove l’accesso ai mezzi tradizionali è sempre più limitato.
La sostenibilità ambientale rappresenta uno dei pilastri operativi dell’organizzazione. L’utilizzo delle cargo bike consente infatti di affrontare in modo efficace alcune criticità tipiche dell’ultimo miglio urbano, tra cui congestione stradale, restrizioni di accesso alle ZTL e aumento dei costi di distribuzione.
Ogni giornata operativa viene pianificata attraverso una gestione strutturata delle attività logistiche. Il modello organizzativo prevede:
Questa impostazione consente di mantenere standard di servizio elevati pur operando con mezzi leggeri e sostenibili. L’esperienza dimostra come una pianificazione logistica attenta possa trasformare la sostenibilità da semplice valore dichiarato a leva concreta di efficienza operativa nella distribuzione urbana.
Il tratto più distintivo del modello So.De riguarda tuttavia l’organizzazione del lavoro. In un settore spesso segnato da forme di lavoro precarie o da sistemi di remunerazione basati sul numero di consegne effettuate, l’impresa ha scelto un approccio radicalmente diverso.
All’interno dell’organizzazione non esiste il cottimo né il pagamento a consegna. I corrieri operano con contratti regolari, paga oraria e tutele lavorative, partecipando inoltre alle riunioni interne e contribuendo alle decisioni operative.
Questo modello introduce un elemento spesso trascurato nel dibattito sulla logistica urbana: la sostenibilità sociale della supply chain. La qualità del servizio non viene più legata esclusivamente alla velocità della consegna, ma alla costruzione di un sistema logistico capace di garantire stabilità, sicurezza e dignità professionale agli operatori.
Accanto alla dimensione ambientale e organizzativa, So.De integra anche un forte elemento di impatto sociale. L’impresa promuove infatti percorsi di inclusione lavorativa destinati a persone con biografie complesse, offrendo formazione, affiancamento e strumenti professionali per l’inserimento nel settore logistico.
Il supporto fornito include:
In questo contesto il corriere non è considerato soltanto l’ultimo anello della filiera distributiva. Diventa piuttosto un operatore di comunità, capace di presidiare il territorio e costruire relazioni con il tessuto urbano.
L’esperienza milanese dimostra come la logistica dell’ultimo miglio possa evolvere verso modelli più equilibrati, dove efficienza operativa, sostenibilità ambientale e diritti del lavoro non rappresentano obiettivi alternativi, ma elementi complementari di una nuova visione della distribuzione urbana.
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