Hardware and Software per il magazzino

Come le PMI possono crescere grazie alla logistica 4.0

25 luglio 2017

In breve
Federmanager e Confapi hanno voluto analizzare l’impatto che potrà avere la quarta rivoluzione industriale sulle PMI e sui manager con una indagine realizzata da G&G Associated.
Come stanno rispondendo le PMI italiane alla quarta rivoluzione industriale? Quali sono i fattori di sviluppo per traghettare queste aziende verso l’innovazione? Quali attività hanno già messo in campo e quali invece gli interventi da avviare?
Dall’indagine, risulta che il 71,6% delle PMI conosce il Piano Industria 4.0 e l’87,2% ha avviato attività per affrontare il cambiamento.

Premessa
Le PMI sono chiamate, oggi più che mai, a grandi sfide, le aziende dovranno avvalersi di persone in grado di gestire i cambiamenti che abilitano un nuovo modo di organizzare le attività di produzione globale.
Saranno sempre più richieste professionalità di spessore, con abilità critica nella selezione dei processi.

Nell’attesa che le industrie italiane siano finalmente supportate da un Piano industriale di sistema che, partendo dall’oggi, sappia guardare anche al futuro, non si può restare fermi.
Confapi ha in un certo senso anticipato i tempi mettendo in campo, insieme a Federmanager, strumenti contrattuali moderni e innovativi anche in termini di formazione intesa come manutenzione programmata delle competenze e di welfare attivo.

Industria 4.0 con logistica 4.0
Se da un lato alle industrie e alle imprese è chiesto di fare un salto di qualità, altrettanto si chiede a quelle che si occupano di logistica.
È evidente, infatti, come tutta la supply chain debba essere pensata in termini nuovi, altrimenti si rischia un’esplosione di complessità con costi fuori controllo e l’impossibilità di gestire le richieste del mercato.

Le aree logistiche a maggior impatto sono il magazzino distributivo, la consegna consumer e la logistica di fabbrica.
Scegliere il livello di automazione è condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere il miglior risultato in termini di produttività.
Fattore altrettanto determinante è il livello di integrazione e adattamento del software di magazzino con macchine, flussi operativi, sistemi gestionali.

Moduli software non perfettamente integrati possono creare riduzioni nell’efficienza anche del 20­30%.
Le scorte sono, poi, un elemento spesso dimenticato salvo quando manca il prodotto, ma avere sotto controllo sia overstock che understock in funzione degli effettivi movimenti può voler significare risparmi importanti, oltre a tenere monitorati i livelli di obsolescenza.

L’aspetto scorte può essere affrontato in molti modi, dall’analisi di una semplice matrice movimenti⁄giacenza - che indica in quale quadrante il prodotto si trova - a sofisticati modelli di analisi che tengono conto dei consumi e del demand planning.
Anche in questo caso occorre fare scelte consapevoli considerando livello di conoscenze e competenze delle risorse, obiettivi di servizio e disponibilità di investimento.



Esempi di automazione intelligente
Anche la velocità è cruciale nel determinare rapidamente i bisogni dei consumatori e riposizionare l’offerta rispetto ai concorrenti.
L’azienda olandese BrightCape, per esempio, sta sviluppando un tool di analisi dati che esaminerà i dati generati dai sensori delle macchine per stabilire se i requisiti qualitativi attesi vengono soddisfatti per ogni singolo prodotto.
Questo consentirà ai lavoratori delle fabbriche di ridurre il tempo speso in queste attività e di potersi dedicare a problemi più complessi, col risultato di migliorare la qualità del prodotto e ridurre i costi.

Su scala più ampia, l’automazione nelle fabbriche co­esisterà necessariamente con il ridisegno dei processi, per consentire agli esseri umani di trarre vantaggio dalle nuove opportunità create dalle macchine.
Gli impiegati, a loro volta, dovranno essere pronti ad adattarsi e aggiornare le proprie competenze in modo da non essere del tutto rimpiazzati dalle macchine.

Nell’attività di innovazione iLEVATOR di EIT Digital, ad esempio, l’azienda COMAU assieme a dei partner sta sviluppando una piattaforma modulare e plug­and­play per la logistica interna, che svolge dei compiti privi di valore aggiunto, come la presa in carico e lo spostamento dei container vuoti dai magazzini alla linea di produzione e viceversa.
Questo approccio libera i lavoratori per altre attività ad alto valore aggiunto che servono nella customizzazione.
Le aziende di successo saranno quelle in grado di integrare le opportunità create dall’automazione con i vantaggi forniti dalla flessibilità e dall’intuizione umana.



Il collegamento tra i dati e la logistica dei trasporti
In ottica Industria 4.0, la logistica dei trasporti potrà svolgere un ruolo ancora più importante a fianco della logistica dei dati.
Ciò comporta, in particolare, il completo collegamento di tutti gli elementi coinvolti nella catena di trasporto.
In diversi settori è già una realtà nell’uso quotidiano in un certo numero di applicazioni: pianificazione del percorso flessibile sulla base delle previsioni del traffico o di tempo, nonchè gestione assistita del software dei flussi di traffico sono solo due esempi.
Ma lo sviluppo tecnico non si ferma qui.

L’introduzione di veicoli intelligenti, auto­guida in un’infrastruttura di traffico in base all'Internet of Things aprirà la porta completamente alle nuove dimensioni e porterà a soluzioni più automatizzate e flessibili.
In quest’ottica, i dati e la logistica dei trasporti vanno di pari passo.
La prima fornisce le informazioni che vengono poi utilizzate per ottimizzare la logistica dei trasporti.
Quanto più le informazioni sulla capacità, il tempo, il traffico dei veicoli sono condivise, tanto più i crescenti flussi logistici possono essere gestiti.
In un’epoca in cui la produzione è in crescita e lotti sempre più piccoli vengono trasportati (e­commerce), i lati di produzione e distribuzione dipendono dall’efficienza e dalla flessibilità della logistica dei trasporti.

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