'Decisione dolorosa, ma necessaria' - afferma l'amministratore delegato Alfredo Altavilla.




Trasporti Nazionali e Internazionali

Iveco chiude 5 stabilimenti e punta sulla Spagna.

2 Luglio 2012

Anche i grandi devono fare i conti con la crisi e con tutte le sue conseguenze.
I dati parlano chiaro: nel mese di maggio 2012 il mercato europeo dei veicoli pesanti ha subito una flessione del 5,3% sullo stesso mese del 2011, mentre il solo mercato italiano mostra un calo del 27,9%.

Iveco prende atto e risponde con una profonda riorganizzazione della produzione europea e annuncia la chiusura delle fabbriche in Francia, Germania e Austria.

La risposta alla crisi arriva attraverso le parole di Alfredo Altavilla, amministratore delegato dell’azienda controllata da Fiat Industrial, il quale dichiara che a chiudere entro l’anno saranno cinque stabilimenti Iveco in Europa: i diretti interessati saranno così lo stabilimento francese di Chambery, quelli tedeschi di Weisweill e Ulm, dove al suo posto nascerà un centro di eccellenza per i mezzi anti-incendio, e le fabbriche austriache di Graz e di Goerlitz.

Una decisione non felice che graverà su 1.075 lavoratori, i quali perderanno il lavoro.
«Decisioni come queste sono dolorose, ma inevitabili – spiega Altavilla riferendosi alla chiusura degli stabilimenti – Questi passi sono però cruciali per rafforzare l’azienda nel suo insieme e ci permetteranno di reagire adeguatamente quando il ciclo economico subirà un cambio di marcia.

Non abbiamo tagliato gli investimenti: Iveco si sta muovendo e quando la situazione economica tornerà a essere positiva, noi saremo assolutamente pronti ad affrontare il mercato».

Sul fronte investimento, Iveco si riorganizza puntando sulla Spagna investendo sul territorio 500 milioni di euro, che verranno destinati in buona parte allo stabilimento di camion di Madrid, creando 1.200 nuovi posti di lavoro.





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