La Commissione Europea ha aperto tre nuovi programmi di finanziamento per complessivi 5,2 miliardi di euro, alimentati dai ricavi del sistema ETS dell’Unione: una call da 2,9 miliardi per tecnologie net-zero, un’asta da 1,3 miliardi per la produzione di idrogeno e la prima asta da 1 miliardo dedicata alla decarbonizzazione del calore dei processi industriali. Nessuna misura finanzia direttamente l’acquisto di nuovi camion, ma l’impatto sul trasporto pesante è tutt’altro che marginale: la politica industriale interviene sui fattori che determinano il costo totale di adozione delle flotte a emissioni zero: batterie, catene di fornitura, disponibilità di energia pulita nei depositi, maturità delle soluzioni a idrogeno e standard di prestazione degli immobili logistici. Il pacchetto punta ad accelerare il percorso verso i target climatici 2030 e la neutralità 2050, sostenendo anche l’implementazione del Clean Industrial Deal e del Net-Zero Industry Act, con ricadute dirette sull’ecosistema trasporti-logistica europeo.
La call “Net-Zero Technologies” mette sul tavolo 2,9 miliardi di euro e copre progetti in industrie energy intensive, rinnovabili, stoccaggio, gestione del carbonio industriale e mobilità a impatto zero, includendo 1 miliardo destinato alla produzione di tecnologie pulite: componenti per rinnovabili, storage, pompe di calore, attrezzature per idrogeno e batterie per veicoli elettrici.
Per trasportatori e operatori logistici, la lettura è operativa: l’aumento di capacità produttiva in Europa può incidere su disponibilità e prezzi lungo filiere oggi esposte a volatilità e concentrazioni geografiche.
In particolare, il supporto può influenzare:
La call introduce inoltre un meccanismo che conta: un punto bonus per progetti realizzati esclusivamente da PMI, aumentando la probabilità di accesso ai fondi per piccoli innovatori che lavorano su ricarica, ottimizzazione logistica, gestione energetica o storage.
La finestra per presentare domanda è aperta fino al 23 aprile 2026, ore 17:00 CET.
Sul fronte idrogeno, la Banca Europea dell’Idrogeno avvia la terza asta nel 2025 con 1,3 miliardi di euro: i progetti selezionati ricevono un premio fisso per chilogrammo di idrogeno prodotto, per un massimo di dieci anni, includendo per la prima volta idrogeno elettrolitico a basso contenuto di carbonio oltre agli RFNBO. L’asta prevede anche un canale dedicato a forniture per marittimo e aviazione, settori destinati a generare la domanda iniziale e, per effetto scala, ad abbassare progressivamente i prezzi anche per altri utilizzatori, trasporto stradale pesante incluso. Germania e Spagna cofinanzieranno inoltre progetti eleggibili ma non finanziati per vincoli di budget: 1,3 miliardi aggiuntivi annunciati dalla Germania e 415 milioni + 50 milioni dalla Spagna (idrogeno e calore).
In parallelo, la prima asta UE da 1 miliardo per il calore di processo sostiene tecnologie elettrificate o rinnovabili (pompe di calore industriali, caldaie elettriche, induzione, plasma, solare termico, geotermia), con ricadute su immobili logistici energivori e catene a temperatura controllata: i siti decarbonizzati diventano sempre più spesso una richiesta implicita nei capitolati, mentre cresce la pressione su Scope 1 e 2.
Le aste idrogeno e calore chiudono il 19 febbraio 2026, ore 17:00 CET. Gli accordi di sovvenzione sono attesi tra fine 2026 e inizio 2027, un dettaglio decisivo per pianificare investimenti, partnership e roadmap di compliance in un contesto che incrocia AFIR, standard CO₂ per i camion ed ETS 2 sui combustibili.
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