L'utilizzo delle etichette Rfid è determinante nel transito delle merci dall'hub centrale ai Cedi




Hardware e Software per il Magazzino

Cresce l’impiego delle tecnologie Rfid

8 Marzo 2017

Continua la corsa delle aziende italiane alla digitalizzazione dei dati informativi relativi ai prodotti, nella maggior parte delle fasi di gestione della merce, con l’utilizzo della tecnologia a radio frequenze.

Anche Conad si sta muovendo in questa direzione: da due anni il processo riguarda la logistica tra l’hub nazionale e i 18 Cedi delle 8 cooperative associate.
I prodotti deperibili passano dal magazzino centralizzato: in questa fase vengono applicate le etichette Rfid ad ogni Sscc, gruppi di merci provvisti di codice di spedizione.
All’uscita delle merci dall’hub, le antenne registrano il loro transito.
Il perfezionamento di questa parte del processo ha portato ad una drastica riduzione degli errori, con una percentuale di buona riuscita del 99%.
La merce caricata sul camion è dotata di DDT digitale, in formato Desadv; successivamente ogni Cedi riconosce le merci in ingresso e l’operatore può accedere da terminale alla lista di attesa, aggiornata al momento dell’entrata.

L’introduzione della tecnologia a radio frequenze ha comportato un enorme investimento: Conad prevede di recuperarlo in 3-4 anni.
La durata di questo periodo dipende prevalentemente dall’elevato costo delle etichette, in assenza di rimarcabili cali dei prezzi: si tratta del limite che attualmente ostacola la rapidità di adozione della tecnologia Rfid da parte delle aziende.
Conad punta a perfezionare ulteriormente il processo coinvolgendo i fornitori, che potrebbero consegnare le merci già taggate: è il caso di Grandi Salumifici Italiani, maggior fornitore del comparto.





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