Come costruire correttamente il percorso verso l'outsourcing logistico.




13 Maggio 2013

Metodo ed esperienza.

Il giorno 16 aprile a Salsomaggiore Terme si è tenuto un importante convegno, organizzato da Logisticamente, Ailog e Unione Parmense degli Industriali con la collaborazione de Il Giornale della Logistica, dal titolo “Le nuove frontiere dell’outsourcing – Il provider logistico alla conquista di un ruolo strategico nella supply chain“.

Il convegno ha riscosso un notevole interesse; d’altronde c’erano pochi dubbi al riguardo, visto che l’outsourcing logistico è un argomento di estrema attualità: molti addetti ai lavori sono infatti concordi nell’affermare che nei prossimi mesi ci saranno molte più aziende con la voglia di terziarizzare, e queste aziende saranno anche di piccole e medie dimensioni.

Il sottoscritto in quell’occasione è stato chiamato a tenere una relazione dal titolo “Come costruire correttamente il percorso verso l’outsourcing logistico“.

Ne riporto di seguito alcuni dei principali contenuti precisando che quanto da me sostenuto si riferisce ad operazioni, dimensionalmente contenute, di terziarizzazione del magazzino.

Niente a che vedere quindi con complessi processi di terziarizzazione della distribuzione per le quali non ha alcun senso un tentativo di semplificazione come quello che ho fatto.

Come anticipato nel titolo di questo editoriale, per provare a terziarizzare bene la gestione del magazzino, ad un’azienda non è sufficiente disporre della buona volontà; servono metodo ed esperienza.

Per quanto riguarda l’esperienza il discorso è abbastanza semplice. Il percorso deve essere guidato da manager esperti che ne conoscono le insidie, o da manager meno esperti assistiti da consulenti esperti.

Per quanto riguarda il metodo invece mi permetto di suggerire, da consulente, una serie di ragionamenti e considerazioni relative ai tre momenti fondamentali del percorso:

  • la scelta fra IN-sourcing e OUT-sourcing;
  • la scelta del provider logistico;
  • l’avviamento dell’operazione.



Per scegliere fra IN e OUT tenete presente quanto segue.
Le principali componenti logistiche operative in gioco sono il magazzino (inteso come contenitore), gli uomini (i magazzinieri), le attrezzature ed il sistema informativo.
Analizzatele una per una e tutte insieme; se i loro costi sono bassi, in genere conviene restare IN; se i loro costi sono alti, in genere conviene andare OUT.

Se poi l’azienda sta pensando di terziarizzare anche la regia organizzativa del processo, tenete presente che, in genere, è possibile farlo convenientemente solo quando la complessità della stessa logistica non è elevata; al contrario, se si vuole comunque terziarizzarla in quanto non si dispone di un buon “regista interno”, è meglio affidarsi solo ad un provider specializzato che conosce perfettamente la tipologia di prodotto da gestire ed i suoi problemi.

Come avrete notato i passaggi sono semplici.
Gli elementi chiave e i relativi rischi di commettere errori sono essenzialmente la valutazione effettiva della complessità della logistica da gestire e la valutazione concreta dei costi delle varie attività logistiche.

Ma al riguardo, se avete dei dubbi, ci sono i consulenti, esperti.
Una volta che è stata scelta la soluzione OUT, rimane da scegliere il provider giusto e avviare bene il tutto. In pratica siamo all’inizio dell’opera.

Questi due passaggi sono anche più complessi e delicati del primo. Non è questo (queste poche righe) il contesto per sviluppare un discorso adeguato; qualche raccomandazione spicciola, però, non me la risparmio.

I provider che dispongono direttamente (sono proprietari) degli asset che abbiamo deciso di terziarizzare sono in genere più prestazionali.

Imparate a capire quando il provider dice la verità in merito a quello che potrà riuscire a fare: non ci sono molti provider in malafede, ma ce ne sono tanti che non sono in grado di fare bene i loro conti.

Fate attenzione al contratto, in ogni suo aspetto.
Fate attenzione ai problemi di allineamento del vostro sistema informativo con quello del provider: non è questa una questione da liquidare alla leggera affidandosi ai soli tecnici.
Siate graduali nel trasferire la gestione del flusso logistico.

Non dimenticatevi di impostare un efficace sistema di controllo delle prestazioni.

Buon outsourcing logistico a tutti.