Da oltre venti anni anche in Italia si parla e si fa outsourcing della logistica. Dagli anni '90 ad oggi sono cambiate tante cose: i mercati, le aziende, i modelli di business, i modelli stessi di outsourcing della logistica.




8 Aprile 2013

L’ora dell’outsourcing logistico.

Da oltre venti anni anche in Italia si parla e si fa outsourcing della logistica.
Dagli anni ’90 ad oggi sono cambiate tante cose: i mercati, le aziende, i modelli di business, i modelli stessi di outsourcing della logistica.

Una cosa non è cambiata: la sensazione che l’outsourcing non abbia mai veramente “sfondato” in Italia.
I dati lo confermano: si parla oggi di un 65% del mercato potenziale che non è stato raggiunto.

Cosa succederà nei prossimi mesi e nei prossimi anni?
Ci allineeremo alle tendenze europee e quindi assisteremo a tante operazioni di terziarizzazione, oppure ci dobbiamo aspettare una contrazione dei fatturati degli operatori logistici?
E’ sempre difficile fare previsioni; io credo però che oggi siano evidenti una serie di condizioni che dovrebbero favorire la crescita dei servizi logistici in conto terzi.
Li illustro sinteticamente di seguito.

La crisi
La crisi persistente della nostra economia spinge le aziende ad una continua ricerca di efficienza che difficilmente sarà sostenuta dai necessari investimenti sull’organizzazione interna della logistica.
Per ridurre i costi distributivi e mantenere un indispensabile alto livello di servizio ai clienti, non resterà che affidarsi ad un provider logistico.

L’importanza dei servizi accessori
In un contesto economico maturo e fortemente competitivo la differenza la fanno i dettagli.
Esistono tante attività logistiche delle quali le aziende in passato non si sono curate sia perché non le ritenevano importanti sia perché non ne avevano le competenze.

Sto parlando di progettazione e gestione del packaging, di attività di assemblaggio o controllo molto vicine alla fase produttiva, di pianificazione delle scorte, di questioni doganali, di servizi specifici per la gestione dell’e-commerce.

Queste attività ora sono indispensabili, ed è difficile pensare che le aziende industriali e commerciali investano direttamente in questo momento.
E’ più probabile che per la loro gestione richiedano il supporto di un provider logistico.

Oustsourcing alla portata di tutti
Le prime aziende a terziarizzare la logistica sono state, paradossalmente, le grandi aziende.

Negli anni ’90 ci domandavamo il perché di questo fenomeno: perché la grande azienda che già da sola poteva godere di economie di scala terziarizza prima della piccola azienda che invece delle economie di scala avrebbe un gran bisogno?

Le piccole aziende non terziarizzavano per una questione culturale e perché non trovavano provider logistici “attenti” ai loro problemi.

Oggi la cultura è migliorata, i provider logistici hanno imparato a gestire profittevolmente anche le piccole logistiche e lo vogliono fare.
Sembrano non esserci più grandi ostacoli e la questione (evidente da sempre) delle economie di scala viene finalmente compresa ed affrontata da tutti.

La strategicità del provider logistico
Un’importante fattore di resistenza all’outsourcing logistico è sempre stato rappresentato dalla dimensione strategica della logistica: se con la logistica mi devo e mi posso diversificare dai concorrenti, come posso annullare un potenziale vantaggio utilizzando lo stesso provider logistico (e quindi la logistica) dei miei concorrenti?

La questione è oggi superata: la logistica è talmente strategica da non essere più strategica; bisogna farla bene e basta!

Ciò che diventa strategico è il provider logistico che utilizza l’azienda; un provider che deve sapere fare tutto quello che serve e lo deve fare “non peggio degli altri”.

Solo un’azienda che può contare su un provider logistico strategico rende strategica la sua logistica e competitiva se stessa.