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30 Settembre 2014

Logistica e organizzazione aziendale

Ci sono logistici che nella loro azienda sono unanimemente riconosciuti come persone di grande importanza, ce ne sono altri che invece non diventeranno mai dirigenti.
Ci sono logistici che parlano ogni giorno col direttore generale, ce ne sono altri che non lo conoscono neppure.
Ci sono logistici che decidono le sorti della loro azienda, ce ne sono altri che invece hanno pochissime opportunità di produrre un reale valore aggiunto per la loro azienda.
Ci sono logistici che hanno stipendi considerevoli e ce ne sono altri che faticano a guadagnare come un buon magazziniere.

Probabilmente tutto ciò accade perché le aziende non hanno una comune e precisa idea di cosa sia e cosa debba rappresentare il loro logistico.
Non è mia intenzione “approfittare” di questo editoriale per propinare una soluzione assoluta al problema del valore del logistico e della logistica in azienda, tuttavia ritengo che una buona riflessione sulla collocazione organizzativa di questa funzione in azienda e quindi, più in generale, sulla dimensione dello spazio organizzativo della logistica, possa essere utile a molti addetti ai lavori.
Credo che il giusto modo di ragionare sia quello che prevede dapprima di chiarirsi sul significato reale della frase “lui si occupa di logistica”; secondariamente bisogna capire il ruolo vero di un manager aziendale; infine possiamo definire attività, responsabilità e obiettivi di un vero logistico.

Occuparsi di logistica in azienda significa gestire il processo produttivo e distributivo coordinando in modo intergrato tutte le attività che hanno a che fare con la gestione della domanda, la gestione delle scorte, la programmazione della produzione, l’approvvigionamento, la distribuzione fisica dei prodotti e quindi la rete il magazzino e i trasporti.
Essere un manager significa gestire attività aziendali amministrando e coordinando le risorse necessarie per l’ottenimento di determinati obiettivi.
Un manager, oltre a svolgere direttamente alcune mansioni più operative, prende decisioni e risponde dei risultati di un progetto, di un’iniziativa, di un gruppo di persone, di una funzione.
Tutto ciò in virtù della sua competenza, esperienza, sensibilità, leadership e visione strategica.
A questo punto, se siamo convinti del fatto che l’obiettivo della logistica sia l’ottimizzazione del rapporto “servizio al cliente/costi” in relazione alla strategia aziendale perseguita, il logistico è il gestore di tutte le attività logistiche che contribuiscono al raggiungimento di tale obiettivo.

Tutto facile e chiaro dunque? Per niente, in realtà.
Le attività logistiche possono essere veramente tante in alcune aziende.
Ciò fa si che in molte situazioni non tutte queste attività vengano collocate sotto un’unica responsabilità.
Questo sia per necessità oggettive legate alle diversità delle tipologie di aziende (manifatturiere e commerciali) e dei settori merceologici (meccanico, alimentare, ecc.) sia, purtroppo, anche alle diverse culture aziendali.
Questo fenomeno crea dei logistici parziali che si occupano di poche attività e sminuisce le potenzialità della logistica stessa intesa come funzione aziendale.

Un logistico parziale, infatti, non riesce in genere a decidere correttamente se la sua azienda debba terziarizzare o meno la distribuzione.
Conoscendo un solo pezzo del processo avrebbe, in tale situazione, il principale problema di gestire la paura personale di perdere il posto di lavoro.
Un logistico parziale non riesce neanche a gestire meglio le attività del magazzino.
Come non giustificarlo se non lo si mette in grado di conoscere quale sarà il tipo di gestione delle scorte che il responsabile della programmazione intende portare avanti?
Come fa un logistico, che ha una visione parziale della supply chain aziendale, a ridurre i costi di trasporto se la logica di preparazione delle spedizioni tanto cara al magazziniere ed al commerciale è una logica “per ordine”?
Come fa un logistico parziale ad abbassare le scorte se il suo capo è un “vecchio” direttore della produzione?

Io credo che ancora oggi in troppe aziende lavorino logistici che hanno una troppo ridotta possibilità di occuparsi in modo sinergico ed integrato di tutte le attività logistiche della sua azienda.
Non tutte le aziende sono uguali e non tutte le aziende hanno le stesse attività logistiche, però generalmente quando la visione del logistico è “ridotta”, è ridotto anche il suo contributo al valore aziendale, e quindi anche il suo stipendio.