La logistica nel 2014 sarà protagonista e i logistici avranno pane per i loro denti: leggi qui in che senso.




13 Gennaio 2014

Con che logistica affrontano il 2014 le aziende italiane?

Anche il 2014 sarà probabilmente un anno caratterizzato da due fattori che abbiamo già tutti rilevato negli ultimi mesi:

  • un’enorme pressione sui costi che costringerà i manager di ogni ordine e grado a focalizzare gli sforzi per ridurre gli stessi e garantire così la necessaria marginalità al business delle loro aziende;
  • la ricerca di soluzioni che consentano alle aziende italiane di sviluppare il fatturato sul mercato estero.


La logistica sarà quindi protagonista e i logistici avranno pane per i loro denti.
Nel primo caso infatti verrà spremuta l’anima “low cost” della logistica quale funzione aziendale che più di ogni altra è in grado di razionalizzare il ciclo operativo delle aziende recuperando efficienza ovunque.
Nel secondo caso verrà invece sollecitata l’anima “creativa” della logistica che dovrà supportare (o sopportare) le strategie espansionistiche ed esterofile (ormai indispensabili) di chi vuole vendere (e consegnare) i propri prodotti oltreconfine.

Ma come si presentano le aziende a questi appuntamenti? Sono pronte?
Con AB Coplan, la società di consulenza che amministro insieme a Stefano Bianchi, abbiamo deciso di organizzare un’indagine sull’argomento per capire com’è effettivamente la situazione e fornire le indicazioni più utili ai manager interessati.

In sostanza stiamo “visitando” un rilevante numero di aziende per:

  • rilevare i principali KPI logistici;
  • verificare le criticità organizzative dei principali processi logistici aziendali;
  • verificare l’efficacia del sistema informativo di logistica;
  • analizzare l’idoneità delle strutture logistiche principali (magazzini, centri distributivi, ecc.).


Questo lavoro ci impegnerà ancora per un paio di mesi, ma i primi risultati sono molto interessanti e ci spronano a proseguire nell’iniziativa.
Vi anticipo di seguito qualche considerazione generale e generica che è già possibile fare premettendo che i risultati definitivi verranno adeguatamente presentati pubblicamente al termine del lavoro.

In genere le aziende non hanno una corretta percezione delle loro performance logistiche.
Molte di esse, ad esempio, sottostimano sia i disservizi ai clienti dovuti alla mancanza di scorta a magazzino sia la scarsa produttività dei magazzinieri nelle attività relative al prelievo ed alla preparazione degli ordini in magazzino.

Molte aziende pianificano i loro fabbisogni di acquisto e/o produzione in modo molto intuitivo; ciò giustifica in buona parte i risultati mediocri in termini di rotazione e disponibilità delle scorte e le espone agli “umori” ed alle capacità delle persone che pianificano.

Diverse aziende non dispongono né di procedure operative di gestione del magazzino adeguate né di magazzini mappati. Ciò pregiudica prestazioni di eccellenza oggi necessarie alla sopravvivenza.

I sistemi informativi logistici efficaci sono pochi. Diverse aziende dispongono di un WMS (warehouse management system), anche se alcuni non vengono utilizzati adeguatamente, poche aziende dispongono di un IMS (inventory management system) e/o di un TMS (transport management system).

Il fabbricato dedicato al magazzino e i sistemi di handling spesso non sono adeguati e costringono le persone a soluzioni organizzative che, oltre ad essere penalizzanti da un punto di vista delle prestazioni, non possono reggere l’eventuale crescita del business (estero).

Concludendo posso affermare che in generale le aziende che abbiamo avuto modo di conoscere fino ad oggi non hanno la giusta percezione del loro “valore logistico” e, qualche volta, credono di non avere alternative alla loro organizzazione attuale.

Ciò in molti casi diminuisce le loro possibilità di miglioramento e quindi di sviluppo verso mercati sempre più esigenti.
Tutto ciò è un peccato; le potenzialità infatti spesso ci sono e consentirebbero risultati a volte sorprendenti. E’ innanzitutto necessario darsi da fare e saper fare vera autocritica.
Buon anno a tutti.