Material handling: leggi qui alcune considerazioni sulle soluzioni tecnologiche per ottimizzare la movimentazione delle merci in magazzino.




7 Ottobre 2013

C’è movimento in magazzino!

In verità il movimento c’è sempre stato; il magazzino è da sempre il cuore operativo dell’azienda.
Ma da qualche tempo a questa parte in magazzino c’è tanto movimento anche perché ci sono un sacco di cervelli che pensano al magazzino.

Mi spiego. Negli ultimi due o tre anni si sono moltiplicate le soluzioni organizzativo-tecnologiche con le quali è possibile gestire il magazzino di un’azienda.
Ingegneri, consulenti e tecnici si sono infatti dedicati molto e con risultati significativi al material handling.

I fatti sono sostanzialmente tre.

  1. Oggi un’azienda che vuole riorganizzare il proprio magazzino può disporre di molteplici soluzioni. A quelle più tradizionali e manuali si sono infatti aggiunte quelle automatiche (molto migliorate) e semi-automatiche.
  2. I fornitori di queste soluzioni, perlopiù medie aziende che operano su mercati internazionali, hanno sostanzialmente modificato il loro approccio ai problemi logistici ed il loro atteggiamento commerciale.
    Quelle che producono solo alcune tipologie di sistemi si sono messe a
    “commercializzare” anche gli altri, tutti hanno investito in
    progettualità commerciale proponendo gratuitamente progetti di magazzino
    da realizzare con le loro soluzioni.

  3. Il valore di un buon progetto è riconosciuto ormai sia dai clienti sia dai fornitori.
    Il proliferare di possibili soluzioni rende infatti evidente a tutti la complessità e l’importanza della scelta.



In tale variegato contesto le opinioni che gli addetti ai lavori possono esprimere ogniqualvolta si ha la possibilità di discutere dell’efficacia e dell’efficienza di un nuovo magazzino che si è realizzato o di uno che si potrebbe realizzare sono ovviamente diverse.

Non è mia intenzione in questa sede esprimere giudizi generici che su questioni così specifiche non avrebbero alcun senso, posso però ribadire due concetti sui quali credo di poter riscuotere molti consensi.

In primo luogo ritengo necessario superare la dicotomia “automatico” e “non automatico”.
Siamo stati abituati a ragionare contrapponendo soluzioni più tradizionali, realizzate con scaffalature e carrelli, a soluzioni più “moderne” e automatiche, ma oggi questo bipolarismo non ha più senso, nemmeno con riferimento alla dimensione aziendale: esistono tante soluzioni con diverso grado di automazione che possono o devono essere opportunamente integrate per costruire un unico organico sistema.

In secondo luogo sottolineo la necessità di affrontare un intervento di costruzione o riorganizzazione di un magazzino iniziando con un vero e libero progetto.
Un progetto aperto a tutto e tutti col quale si analizzi il flusso logistico da gestire, si definisca a priori il servizio che è necessario erogare e si elabori una risposta ottimale alla seguente (e solita) domanda: qual è il sistema che ci consente di gestire al costo minore il flusso previsto soddisfacendo le reali esigenze di servizio?

In generale, se le risposte saranno buone, credo ci dovremmo aspettare:

  • soluzioni più automatizzate ma al contempo più leggere, flessibili e intelligenti di un tempo;
  • soluzioni che consentono di razionalizzare i percorsi e i trasferimenti del materiale ed eliminare le attività manuali ripetute;
  • magazzini più piccoli e organizzati di quelli attuali.