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XPAND di Cognex: più letture con meno dispositivi.

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8 Gennaio 2013

Le stampanti RFID Sato disponibili ora anche con la funzione self-serialisation.

Il software aggiornato supporta l’assegnazione automatica di numeri di serie col protocollo SGTIN96, che vengono scritti sul chip in aggiunta al Global Trade Item Number (GTIN), l’ex European Article Number (EAN-13).

Soprattutto nel settore commerciale e tessile così come nel settore produttivo industriale, diventa sempre più importante poter identificare gli oggetti in modo univoco e sicuro.

Grazie a queste informazioni diventa infatti possibile (ad es. in caso di reclamo) ricostruire dettagliatamente tutta la filiera di produzione e distribuzione per migliorarne così i processi e per raccogliere utili informazioni nel settore della sicurezza contro le contraffazioni.

Sino ad oggi, l’assegnazione e la gestione dei numeri di serie è sempre stato un problema molto complesso, che richiedeva speciali software e banche dati, ovvero un’elaborazione manuale (ad es. con tabelle Excel). Oggi questo problema è stato finalmente risolto.

Il software Sato si basa su uno standard approvato alcuni mesi fa da diversi produttori di chip RFID che fissa un univoco Transponder Identifcation Number (TID) programmato sul chip in fase di produzione.

Questo standard, lanciato con il nome Multi-vendor Chip-based Serialisation (MCS), permette una codifica ai sensi del Serialised Global Trade Item Number SGTIN96. In questo formato, al numero GTIN da 14 posizioni viene appeso un numero di serie a 38 bit, in modo che a ciascun articolo venga assegnato un numero univoco.

Il firmware CL4 permette alle aziende di assegnare, gestire e programmare automaticamente sul chip questi numeri SGTIN.
A tal fine, il software legge il TID programmato dal produttore sul chip e lo usa per generare numeri univoci.
L’utente risparmia tempo e denaro, beneficiando inoltre di una maggiore trasparenza dei dati.

Con questa procedura è escluso qualsiasi doppione. Una funzione utile soprattutto per le multinazionali che gestiscono diversi stabilimenti di produzione in varie parti del mondo. Attualmente la serie CL4 con il nuovo firmware supporta i seguenti chip RFID: Impinj Monza 4 e 5, Alien Higgs 3 e 4 come pure NXP G2iL.





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