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21 Maggio 2013

La modularizzazione degli impianti industriali spinge il business di Mammoet.

Una tendenza non apparente al grande pubblico ma dirompente sta cambiando profondamente il modo in cui vengono costruiti gli impianti industriali.
Per secoli costruiti pezzo per pezzo, trasportando in siti a volte remoti semilavorati e anche la manodopera specializzata, oggi un sempre maggior numero di impianti chimici, petrolchimici, minerari ed estrattivi, energetici e industriali in genere vengono realizzati assemblando moduli funzionali pronti all’uso costruiti spesso a migliaia di chilometri di distanza.

I moduli consistono in sezioni o addirittura in intere parte d’impianto (il trattamento acque, per esempio, o la generazione di energia elettrica e termica).
Sul luogo dove sorgerà l’impianto sono sufficienti lavori di preparazione minimi rispetto a quelli necessari con i metodi tradizionali di costruzione, con riduzione dei tempi di commissioning e degli impatti ambientali, nonché, in futuro, del decommissioning.

La modularizzazione ha anche un impatto positivo sull’occupazione di Paesi come l’Italia, dove vengono costruiti alcuni dei moduli di maggiori dimensioni e sofisticazione, consentendo che la progettazione ed il lavoro restino “a casa”.
Infine, visto che i nuovi impianti sono spesso realizzati in zone remote, con scarse infrastrutture e spesso con problemi ambientali e di sicurezza, la modularizzazione riduce al minimo l’esposizione della manodopera.

I moduli, realizzati da società specializzate ma anche da giganti diversificati come General Electric, hanno dimensioni e pesi compresi tra qualche metro e qualche centinaia di tonnellate sino a “oggetti” grandi come condomini e pesanti migliaia di tonnellate. E’ chiaro quindi che una simile evoluzione nel modo di costruire gli impianti non sarebbe possibile senza il contributo dei grandi trasportatori e sollevatori, tra i quali Mammoet BV è il leader indiscusso a livello mondiale. Ogni anno la società trasporta e posiziona alcune centinaia di moduli di ogni dimensione.

Mammoet Italy, la consociata nazionale dell’azienda, ha per prima introdotto nel nostro Paese oltre dieci anni fa le tecnologie e il know-how necessario al trasporto di questi carichi.
Recentemente, tra le commesse di questo tipo, si è aggiudicata quella relativa al trasporto su strada normale dei moduli di General Electric-Nuovo Pignone realizzati nel cantiere di Carrara-Avenza fino al porto di Marina di Carrara e destinati al Progetto Gorgon di estrazione gas off-shore in Australia.

La commessa prevede il trasporto di cinque moduli del peso medio di 2300 tonnellate e ha già visto la consegna di due unità, con la terza prevista per la fine del luglio prossimo.

“La tendenza alla modularizzazione spinta degli impianti industriali, energetici e industriali, commenta Alberto Galbiati, managing director di Mammoet Italy, sta rivoluzionando il settore dei grandi trasporti come l’avvento prima dei pallet e poi dei container ha cambiato quella della logistica tradizionale.

Per operare in questo settore è necessario un approccio ingegneristico, direi scientifico, al trasporto e al sollevamento, in cui Mammoet è stata pioniere ed è sempre leader. Siamo quindi nella migliore posizione per valorizzare al massimo i nostri punti di forza. E lo stiamo facendo con sempre maggiore successo.”





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