Torino, Milano e Napoli: le prime città che aderiscono.




Logistica Sostenibile

Accordo sulla distribuzione urbana delle merci.

9 Ottobre 2012

Premessa


Durante l’ITN & Telemobility Forum 2012 è stato siglato l’accordo per la distribuzione urbana delle merci, firmato dal Sottosegretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Guido Improta, dall’assessore alla Mobilità del Comune di Torino Claudio Lubatti, e che vedrà la partecipazione anche delle città di Milano e Napoli.

“Oggi in Italia il 65% delle merci è trasportata su gomma, l’80% di queste è prodotta nelle aree metropolitane.
Nasce da questa osservazione la necessità di gestire meglio la distribuzione urbana per le ricadute in termini di efficienza e di qualità della vita dei cittadini.
Questa strategia integrata permetterà di tradurre in norme condivise le esperienze e le indicazioni delle grandi città”.
Così ha dichiarato Guido Improta.

Anche il firmatario Claudio Lubatti ha condiviso questa visione, affermando: “la quotidianità ha portato alla luce la necessità di regole chiare e condivise per risolvere questo problema.
Da qui l’esigenza e l’importanza di una regia nazionale per la mobilità e la logistica delle merci.
Torino si sta attrezzando per arrivare ad una distribuzione organizzata e pulita mediante l’utilizzo di mezzi elettrici nell’ultimo miglio”.

Queste sono state le premesse per un accordo a cui ha partecipato la città di Torino, e che vedrà successivamente firmare anche le città di Milano e Napoli, identificate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come i tre Comuni “case history” che possano quindi fare da esempio per tutta la realtà delle città italiane.
Infatti le tre città passeranno a Città Metropolitane e forniranno spunti importanti per l’applicazione di soluzioni e normative efficaci sulla distribuzione urbana delle merci.

Il protocollo

Bartolomeo Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti, ha commentato così la firma: “Nell’elaborazione del Piano della logistica 2012-2020, col consenso della Consulta, abbiamo inserito tra le 4 prime proposte di attuazione del Piano stesso proprio una nuova cultura della distribuzione urbana delle merci e proprio in attesa che il Governo portasse avanti l’attuazione del Piano, dopo aver firmato un protocollo con l’Anci, avevo proposto a tre amministrazioni aperte come Torino, Napoli e Milano un protocollo che a fine luglio e ai primi di agosto è stato approvato dalle tre Giunte comunali.
Ora la firma del protocollo tra il ministero e le tre città, aggiungendo un nuovo importantissimo tassello, rappresenta la conferma della bontà del lavoro intenso della Consulta su questo importantissimo tema che presto dovrebbe coinvolgere anche altre città metropolitane”.

Obiettivo del protocollo è trovare soluzioni per la gestione della distribuzione urbana delle merci, in modo da diminuire la congestione del traffico, diminuire conseguentemente anche l’impatto inquinante e rendere più competitive le città, in particolare affrontando il tema relativo al parco mezzi circolante.

Tra gli obiettivi principali quindi: la costruzione di una mappa delle esperienze più significative nei sistemi di distribuzione urbana, fissare le linee di indirizzo per l’accessibilità delle merci in città, definire standard tecnologici che consentano la condivisione tra enti delle soluzioni, individuare le modifiche normative necessarie per realizzare il monitoraggio con sistemi di trasporto intelligenti (ITS), infine l’istituzione di un tavolo tecnico sulla materia.

Per quanto riguarda il rinnovo del parco mezzi circolante, è di rilevante importanza la decisione di togliere limitazioni ai trasportatori che utilizzeranno veicoli ecocompatibili, come Euro5 e i veicoli a metano.

Inoltre si cercheranno tutte le possibili soluzioni per usufruire degli incentivi secondo la legislazione ed il Bilancio pubblico, in modo da sostituire il parco circolante che ad oggi è antiquato e inquinante.

L’accordo tra le parti prevede che il Ministero mantenga il coordinamento di un gruppo di 3 rappresentanti ministeriali e di 3 rappresentanti delle città di Torino, Milano e Napoli.
Il gruppo operativo elaborerà entro 2 mesi un piano.
I firmatari si impegnano ad attivare tutti i canali al fine di individuare ogni tipo di finanziamento con cui poter rinnovare il parco mezzi.

La distribuzione urbana merci nel Piano Nazionale della Logistica

Tra le quattro misure di attuazione del Piano della Logistica 2011-2020, formulate a maggio 2012 dall’ex Consulta Generale per l’autotrasporto, ora Direzione Generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità, la seconda proposta riguarda la distribuzione urbana delle merci, come fattore di sviluppo.
Dal documento ministeriale, si evince che la distribuzione urbana delle merci è un argomento di interesse preminente, dato che rappresenta un settore strategico per la mobilità in ambito metropolitano ed è in questo senso il presupposto per la crescita delle città.
Infatti nelle aree urbane vive il 70% della popolazione dell’Unione Europea, e le città producono oltre il 70% del Pil complessivo con costi significativi per la congestione, che in Italia produce un costo di 9-10 miliardi di euro l’anno.

Queste sono le premesse con cui il testo espone la questione della distribuzione urbana delle merci come centrale nello sviluppo.

Per quanto riguarda l’entità del trasporto merci in ambito urbano/locale, questo ammonta su base annua, a 606 milioni di tonnellate ed a 12,5 miliardi di tonnellate per chilometro, pari rispettivamente al 48,8% ed al 7,2% dell’intero autotrasporto merci nazionale.

Degli oltre 27,5 miliardi di euro che costituiscono il prodotto economico annuo di questo segmento di trasporto al conto proprio è attribuibile a una quota corrispondente a quasi l’87% (23,9 miliardi) ed al conto terzi il residuo 13% (3,6 miliardi)”, come si legge dal testo ministeriale.

Tra le linee di azione, in merito ai Piani Urbani della Mobilità, il regolamento già vigente dal 2000 viene ampliato, inserendo i principi a cui deve ispirarsi.
Tra questi principi: la promozione di un coordinamento concertato a scala regionale per formulare scenari compatibili con l’operatività e la capacità operativa delle imprese, contemperare le esigenze di approvvigionamento delle merci necessarie per accrescere la vitalità del tessuto economico e sociale dei centri urbani con gli obiettivi di riduzione della congestione del traffico e dell’inquinamento atmosferico, regolamentare le attività di distribuzione urbana delle merci secondo criteri premianti o penalizzanti in funzione degli standard emissivi dei veicoli addetti all’attività di distribuzione e delle modalità più o meno efficienti di impiego di detti veicoli, stimolare il graduale rinnovo dl parco veicolare verso più elevati standard tecnologici, nel rispetto della sostenibilità ambientale e del principio di neutralità tecnologica.





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