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Sicurezza in magazzino: da obbligo normativo a leva organizzativa
Formazione, integrazione e sicurezza: il modello MOV-Conad Nord Ovest a Modena


Non si può non sapere

Sicurezza in magazzino: da obbligo normativo a leva organizzativa

12 Aprile 2026

Nel settore logistico, la sicurezza sul lavoro continua a rappresentare un nodo critico, spesso affrontato come obbligo normativo più che come leva strategica. L’esperienza di MOV Srl, società che gestisce il magazzino Conad Nord Ovest di Modena, introduce invece un approccio differente: trasformare la formazione in un asset organizzativo strutturale. La “Settimana di formazione e informazione su salute e sicurezza” ha coinvolto circa 100 operatori logistici, con una partecipazione totale e attiva, segnando un passaggio da iniziativa formale a pratica condivisa.

L’inserimento del percorso all’interno del contratto integrativo aziendale (febbraio 2024), su richiesta di Filcams Cgil, evidenzia un elemento chiave: la sicurezza viene riconosciuta come diritto contrattuale e non solo regolatorio. In un contesto operativo caratterizzato da elevata complessità e ritmi intensi, questa scelta incide direttamente su produttività, continuità operativa e riduzione dei rischi.

Contenuti formativi e impatto operativo

Il programma ha affrontato in modo sistemico le principali aree di rischio della logistica, combinando aspetti tecnici e benessere complessivo della persona.

Tra i moduli sviluppati:

  • prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche legate alla movimentazione merci;
  • formazione su primo soccorso e utilizzo del defibrillatore;
  • conduzione sicura di mezzi di movimentazione e transpallet;
  • protocolli HACCP per il settore alimentare;
  • sensibilizzazione sui rischi legati ad alcool e sostanze.

Particolarmente rilevante è il contesto multiculturale: i lavoratori coinvolti provengono da 23 nazionalità diverse, elemento che amplifica la complessità nella gestione della sicurezza e rende la formazione uno strumento anche di integrazione operativa. Secondo le rappresentanze sindacali, il successo dell’iniziativa deriva dalla collaborazione strutturata tra azienda e lavoratori, che ha consentito di tradurre un diritto in una pratica concreta. Il dato territoriale rafforza la necessità di questo approccio: quasi 15.000 denunce di infortunio all’INAIL nel 2025 nella provincia di Modena indicano un sistema ancora fragile, in cui la formazione continua diventa un fattore competitivo oltre che etico.

Un modello replicabile per la supply chain

L’esperienza MOV non si limita a un caso virtuoso, ma apre una riflessione più ampia sul ruolo della formazione nella supply chain. La richiesta di estendere iniziative analoghe ad altre aziende evidenzia un limite diffuso: la formazione obbligatoria rischia spesso di ridursi a mero adempimento. Il caso modenese dimostra invece che investimenti concreti, continuità e partecipazione attiva possono generare un impatto tangibile sulle condizioni di lavoro e sulle performance operative.

In un settore dove l’errore umano e gli infortuni hanno costi diretti e indiretti elevati, strutturare percorsi formativi evoluti significa intervenire su:

  • riduzione degli incidenti;
  • aumento della consapevolezza operativa;
  • miglioramento del clima aziendale;
  • maggiore integrazione tra workforce eterogenea.

La sicurezza, in questo scenario, smette di essere un vincolo e diventa un fattore abilitante della competitività logistica, soprattutto in contesti ad alta intensità operativa come i magazzini della grande distribuzione.

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